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Il Movimento dei lavoratori Senza Terra (Mst) brasiliani ha deciso di
ascoltare il presidente Luiz Inácio Lula da Silva , che la settimana
scorsa gli ha rivolto un appello alla pazienza, e ha annunciato una
nuova tregua. Fino alla metà del 2004, darà modo al presidente di
mettere in moto la tanto agognata riforma agraria promessa durante la
campagna elettorale.
“Se a metà del prossimo anno il governo non avrà mantenuto le sue
promesse, però – ha precisato il coordinatore nazionale dei Sem Terra,
João Paulo Rodrigues – è sicuro che non solo il nostro, ma tutti i
movimenti sociali, tutti i lavoratori rurali torneranno a lottare come
sotto le amministrazioni precedenti”. L’obiettivo inizialmente fissato
dal presidente ‘del popolo’ era consegnare la terra a 60mila famiglie
di contadini entro un anno dal suo insediamento. Proposito già
rientrato. Lula ha dovuto recentemente ammettere che l’obiettivo sarà
raggiunto solo a metà. La tregua comunque sarà rispettata, come è già
successo durante la campagna elettorale dell’attuale presidente. I 202
latifondi occupati negli ultimi 9 mesi, dunque, saranno sgomberati.
Il Mst, d’accordo con il Partito dei Lavoratori (Pt), suo alleato
storico, ha scelto di dare credito a Lula che nella riunione di venerdì
scorso (21 novembre 2003) ha precisato loro: “Faremo la riforma agraria
con la necessaria obiettività, ma in modo che sia effettivamente
realizzabile e dando priorità a coloro che più ne hanno bisogno”. Il
progetto del governo prevede entro il 2003 l’espropriazione di terre
incolte da ridistribuire a 400mila famiglie e la concessione di
finanziamenti per altre 13mila, che così acquisteranno un appezzamento
dove abitare e lavorare.
“Noi vogliamo una riforma che dia benefici a un milione di famiglie –
ha commentato João Paulo Rodrigues – Ma se Lula, intanto, si occuperà
di 530mila nuclei familiari come ha detto, per il momento può bastare”.