20/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Kabila chiede l'intervento di Kigali per combattere i ribelli del Fdlr

L'operazione per 'pacificare definitivamente le regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo è iniziata'. Si sono espressi così i governi di Ruanda e Congo nell'annunciare il piano militare congiunto che ha portato ieri duemila militari ruandesi nelle zone controllate dai ribelli ruandesi hutu, visti come la causa principale di un conflitto che insanguina il Paese da oltre un decennio.

Invasione pericolosa. La mossa è stata definita dagli analisti 'rischiosa' per il presidente congolese Kabila: consentire l'ingresso nel Paese dell'esercito regolare del Ruanda potrebbe creare nuove instabilità in una regione già dilaniata da conflitti per il controllo delle risorse. L'esercito di Kabila è infatti accusato di usare i ribelli hutu ruandesi del Fdlr (Forze democratiche di liberazione del Ruanda) per contrastare gli altri gruppi ribelli. La presenza di oltre seimila miliziani del Fdlr nella regione orientale del Kivu scatenò in passato due 'invasioni' del Congo da parte del Ruanda governato dagli Hutu: la prima condusse a un conflitto più ampio, durato dal 1998 al 2003; la seconda, nel 2004, causò la ribellione dei ribelli Tutsi congolesi.

Cambiamento di rotta. Il ministro dell'Informazione congolese, Lambert Mende, ha dichiarato che ufficiali ruandesi sono stati 'invitati' a prendere parte alle operazioni come osservatori, e sono accompagnati da un contingente militare 'per la loro sicurezza', in base a un accordo sottoscritto a dicembre che prevedeva la cooperazione nel disarmo delle milizie del Fdlr. Nelle intenzioni del governo di Kinshasa, l'operazione nel Kivu dovrebbe durare un massimo di due settimane. Molti vedono nella decisione un cambiamento di rotta di Kabila nei confronti del Fdlr, considerato fino a ieri un alleato - o per meglio dire uno 'strumento' - del governo congolese.

Cinque milioni di morti. Combattimenti intermittenti tra Fdlr, esercito congolese, milizie Mai-Mai e Cndp (Congresso nazionale per la difesa del popolo, capeggiati da Laurent Nkunda) vanno avanti dal 2006, e hanno finora costretto più di un milione di persone a fuggire dal nord del Kivu. La maggior parte dei ribelli del Fdlr, che si finanziano sfruttando illegalmente le ricche miniere della regione, partecipò al genocidio ruandese del 1994. La guerra del 1998-2003 coinvolse gli eserciti di una dozziona di Stati confinanti, e condusse a una catastrofe umanitaria nella quale rimasero uccise cinque milioni di persone.

Luca Galassi

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