25/11/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



“Iscriveteli all’anagrafe e saranno cittadini”

BambiniSono il 29 per cento i piccoli brasiliani senza nome: privi del certificato di nascita, ufficialmente non esistono. Il governo ha deciso che garantirà il loro diritto di cittadinanza e sensibilizzerà famiglie a genitori a registrarli alle anagrafi. “La persona che non è iscritta all’anagrafe è come se non fosse mai nata – ha spiegato a Peacereporter Nilmaro Miranda, segretario dei Diritti Umani – E’ la maggiore espressione dell’esclusione sociale”. E’ nata così una vera e propria campagna, voluta dalla Segreteria speciale dei Diritti umani della Presidenza della Repubblica, che ha previsto anche una Giornata nazionale fissata il 25 ottobre.

“Questa iniziativa è un primo passo importante – ha aggiunto Nilmaro Miranda – La Giornata nazionale è servita e servirà a sensibilizzare i brasiliani, ad informarli dell’importanza di essere cittadini, a ricordare loro che ogni neonato deve avere un certificato di nascita. Con l’appoggio e la collaborazione dei brasiliani, entro quattro anni, tutti potranno esercitare il diritto all’identità”. Una campagna che sta già avendo i suoi primi frutti. Ogni giorno nascono forum on-line, dove i brasiliani si scambiano opinioni, pensieri, idee, esperienze. “E’ assurdo: sono 800mila i bambini brasiliani non iscritti all’anagrafe, – spiega Viviane nel dibattito lanciato dall’ Andi , l’Agenzia brasiliana di notizie sui diritti dell’infanzia – soltanto una grande mobilitazione come questa, organizzata dal governo, potrà cambiare le cose. E’ fondamentale far sapere ai nostri concittadini che l’iscrizione è gratuita e che questo diritto deve essere garantito”. “Ma lo sai qual è il nostro problema? – interviene Camilla – Noi brasiliani spesso non abbiamo coscienza di quanto sia importante comparire nell’archivio anagrafico. E’ per questo che una campagna del genere era ed è urgente e necessaria. Devono educarci, formarci e tutto migliorerà”.

La sensibilizzazione è dunque il primo passo. Ne è convinta anche Enrica Rosato, la direttrice del Mlal (Movimento laico America Latina) che ha vissuto per anni in Brasile . “La campagna lanciata dal governo è un passo concreto verso la rivendicazione del diritto alla cittadinanza, del diritto ad avere quella serie di garanzie a cui nessun uomo deve rinunciare, del diritto ad essere un soggetto attivo nella vita quotidiana di una democrazia. – ha quindi sottolineato a Peacereporter Enrica Rosato – Si tratta di un lungo cammino, iniziato anni fa dai sindacati dei lavoratori rurali e dal Movimento delle donne lavoratrici rurali. Sono loro che con tenacia riuscirono a convincere il governo precedente a rendere gratuita l’iscrizione. Ma non è bastato: senza una vera e propria azione informativa che arrivi nelle parti più sperdute del Paese, ogni provvedimento rimane lettera morta. E’ in questo che il governo Lula si è distinto. Sarà la campagna d’informazione che cambierà veramente le cose e porterà le famiglie alle anagrafi”.

Stella Spinelli


 

Categoria: Bambini, Diritti
Luogo: Brasile