17/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.0 - 2004 dal 7 al 14 ottobre
Iraq - Nel rapporto dell'Unicef sulla condizione del sistema scolastico iracheno si Truppe statunitensi in Iraqlegge che i bambini iscritti quest'anno alle elementari sono un milione in più che al tempo del regime di Saddam. Ma nonostante le famiglie irachene desiderino mandare i propri figli a scuola, sono 700 le scuole distrutte dai bombardamenti "alleati" degli ultimi due anni e più di 2.700 gli edifici scolastici che richiedono interventi. La stima delle vittime civili ammonta a 15292 persone. I militari della coalizione morti sono 1225. Dal 7 al 14 almeno 200 civili e 30 militari sono morti in Iraq. L’esercito del Mahdi, la milizia armata fedele all’ayatollah sciita Moqtada al-Sadr, ha cominciato la consegna delle armi nel quartiere di al-Sadr a Baghdad. Dopo l’ottimismo iniziale però, si è constatato che le armi consegnate sono tutte vecchie ed è quindi probabile che l’arsenale sia stato nascosto. Gli attacchi della coalizione continuano a Falluja e Samarra. Anche Mosul, ultima città sunnita prima del Kurdistan iracheno, è stata teatro di due attentati contro la coalizione e contro un membro del governo.
Un ostaggio turco è stato decapitato il 14. Faceva il camionista.

Afghanistan - Sono riprese il 14 le operazioni di spoglio delle schede elettorali delle elezioni presidenziali tenutesi il 9 . Ci vorranno settimane per conoscere i risultati, anche se è scontata la vittoria del candidato sostenuto da Washington, l’attuale presidente provvisorio Hamid Karzai. Il conteggio dei voti era stato interrotto il 10 in seguito alle denunce di brogli presentate dai quindici candidati avversari di Karzai. Nel giorno delle elezioni non si sono verificati attentati e atti di violenza da parte della resistenza talebana. In compenso, mentre gli afgani andavano alle urne, 25 talebani sono morti in un bombardamento aereo dell’aviazione statunitense nella provincia centro-meridionale di Uruzgan. Alla vigilia delle elezioni, l’8 , un razzo è stato lanciato contro la  base Usa di Kabul, senza causare vittime. Due bambini sono invece rimasti gravemente feriti da un razzo che ha colpito la loro casa alla periferia di Jalalabad. La notte precedente, altri sei razzi sono stati sparati nella provincia meridionale di Zabul contro la residenza del governatore locale, mancando il bersaglio. La settimana precedente le elezioni era stata caratterizzata da un’escalation delle violenze tra talebani e forze statunitensi, con un bilancio complessivo di 29 morti. Dal 1° gennaio 2004 il conflitto afgano, terminato solo sulla carta, ha provocato 1.005 vittime. La maggior parte dei morti sono guerriglieri della resistenza talebana (495), seguono i soldati del neocostituito Esercito Nazionale Afgano (269), i civili (162), gli operatori umanitari internazionali (46), i soldati statunitensi (30) e quelli del contingente Isaf della Nato (3).

Una ragazza cecenaCecenia - Data la censura imposta dalla Russia sulle vicende cecene le notizie che arrivano sono frammentarie e riferite ad almeno una settimana prima. Secondo il bollettino settimanale diffuso dalla resistenza indipendentista, tra il 2 e l’8 108 soldati russi sarebbero stati uccisi nel corso di combattimenti in varie zone del paese, soprattutto nei distretti di Johar, Achkhoi-Martan, Shelkosky, Vedeno e Shali. Come al solito non si fa menzione delle perdite tra le fila della guerriglia. Secondo l’associazione per i diritti umani “Memorial” (che riesce a monitorare solo il 30-40% del territorio ceceno) dall’inizio di quest’ anno la guerra ha causato la morte di 236 ceceni, di cui 98 civili, 89 agenti di sicurezza e 22 guerriglieri. Proseguono senza sosta le zachistkas, cioè i rastrellamenti dei villaggi condotti dai soldati russi e dalle milizie cecene collaborazioniste, i famigerati “kadyroviti”: il risultato sono pestaggi, violenze e arresti di massa di uomini adulti e ora, dopo Beslan, anche di donne. Sempre secondo i dati di “Memorial”, dal 1° gennaio 2004 le forze militari russe e le milizie kadyrovite hanno rapito 278 ceceni. Di questi, 126 sono stati trovati morti (gli ultimi quattro la scorsa settimana alla periferia di Grozny), 106 sono stati rilasciati e 118 sono ancora ‘missing’, desaparecidos.

Israele, Palestina - Sono 20 i palestinesi uccisi nell’ultima settimana. Mentre continua l’operazione ‘giorni di penitenza’, i militari israeliani si sono concentrati contro il campo profughi di Jabalya e contro la città di Gaza. Un ufficiale dell’esercito di Tel Aviv è stato sospeso dal servizio e messo sotto inchiesta. Ad accusarlo sono i suoi stessi sottoposti che, a causa dell’uccisione per errore di una bambina palestinese di 13 anni, hanno denunciato l’accanimento contro il cadavere della ragazzina da  parte dell'ufficiale israeliano.

Nepal - Il ministero degli Interni ha pubblicato un rapporto sulle persone fatte sparire dalle forze di sicurezza a partire dall’agosto 2003: 116 desaparecidos che potrebbero, però, essere molti di più secondo le Ong locali. In otto anni di guerra centinaia di persone sono state rapite anche dai guerriglieri maoisti e portate nei campi di addestramento e rieducazione.

Indonesia - Continua la guerra nella provincia orientale di Papua. Decine di civili sono morti negli ultimi giorni a causa degli attacchi dei ribelli separatisti, altre centinaia sono stati costretti a lasciare le loro case. I guerriglieri appartengono all’Organizzazione per la Papua Libera (Opm). Il 12 ottobre 2002 gli attentati terroristici contro le discoteche di Bali, fecero 202 vittime.

India - Le violente piogge che hanno colpito lo stato orientale dell’Assam, a partire dal 6 , hanno già creato disagi a oltre 10 milioni di persone. Il 13 si è votato nello stato occidentale del Maharashtra, di cui Bombay è la principale città. Ha vinto il Congresso di Sonia Gandhi, la coalizione al governo da maggio. Nel Kashmir per la prima volta dall’inizio del conflitto, un gruppo di giornalisti pachistani ha visitato la parte indiana della regione.

Pakistan - il 13 un attentato dinamitardo ha colpito il campo di profughi afgani di Jalala (nordest di Peshawar) durante una festa di matrimonio. Quattro le vittime.
Un soldato Usa ad Haiti
Haiti - Almeno 19 persone sono morte ad Haiti, questa settimana, negli scontri tra la polizia e i sostenitori di Jean Bertrand Aristide, l’ex presidente fuggito dal Paese lo scorso febbraio, ora ospite del Sudafrica. Con gli scontri degli ultimi giorni, salgono a 48, dal 30 settembre, le persone uccise in atti di violenza tra bande rivali.

Nigeria – Dopo Safiya e Amina, altre due giovani donne (Hajara Ibrahim e Daso Adamu, 26 e 29 anni) sono state condannate dalle autorita' religiose nigeriane alla lapidazione per aver avuto rapporti extraconiugali con due uomini, i quali sono stati assolti dai tribunali islamici per mancanza di prove. Le sentenze, rese note il 12 ottobre, sono state emesse nello stato di Bauchi e dovranno essere confermate dal governatore locale prima di essere eseguite. Le due condannate a morte possono ancora fare appello e sperare nell’intervento della comunità internazionale come avvenne per Safiya e Amina.


Sudan - Sono 70 mila le vittime nel Darfur dallo scorso marzo. Gli scontri tra le bande armate, le epidemie, la denutrizione e la mancanza di assistenza sanitaria hanno fatto precipitare la condizione dei profughi sudanesi.

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