15/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il portavoce dell'Unrwa Chris Gunness a PeaceReporter

l tempo stringe per Israele, che vuole raggiungere il maggior numero di obiettivi militari prima di concordare un cessate il fuoco. Ancora una volta però, gli obiettivi di giornata sono strutture civili: l quartier generale dell'Unrwa a Gaza, un ospedale della Mezzaluna Rossa e la Torre di Ash Shuruq, un edificio di Gaza dove hanno sede diversi media.

Gaza. Bombe al fosforo su sede Onu. Il portavoce dell'Unrwa, Chris Gunness, raggiunto da PeaceReporter a Gerusalemme, ha confermato che l'edificio della sede Onu a Gaza per i rifugiati (UNRWA) è stato colpito. “Tre bombe al fosforo bianco hanno raggiunto l'edificio - ha detto il portavoce Unrwa - e il deposito è andato in fiamme. Tre persone sono rimaste ferite fra il personale. Ancora una volta il lavoro del personale umanitario è sotto tiro”. “Le fiamme continuano ad alimentarsi perché non si può estinguere il fuoco generato dal fosforo bianco con normali estintori. Ci vuole la sabbia e non ce l'abbiamo” ha proseguito il portavoce, "le autorità israeliane hanno espresso il loro rincrescimento, ma questo non è abbastanza. La situazione è particolarmente grave perché non abbiamo nessun posto dove poterci rifugiare, né possiamo evacuare l'edificio". Secondo quanto riferisce la tv satellitare al Jazeerà, l'agenzia dell'Onu ha novamente annunciato la sospensione delle sue attività nella Striscia, per salvaguardare l'incolumità dei suoi operatori.

Gaza. Bombe su cliniche e ospedali. Poco dopo le bombe israeliane son cadute anche contro la sede della Mezzaluna Rossa, nella zona di Tel Hawa e che ospita anche un piccolo ospedale. All'interno della struttura erano presenti circa cinquecento persone, tra personale sanitario e feriti. I suoi locali sono andati in fiamme. Questa mattina Israele ha colpito anche la Torre di Ashruq, l'edifico di Gaza City che ospita gli studi di vari canali televisivi, dove sono rimasti feriti due giornalisti. Un colpo di artiglieria ha centrato il dodicesimo piano dell'edificio, sede della Reuters, e l'edificio è stato evacuato. Un funzionario del ministero della Salute di Hamas, Mouwaya Hasani, ha denunciato all'emittente al Arabiya il sistematico attacco delle strutture sanitarie palestinesi. Oltre all'ospedale della mezzaluna rossa, ha detto "solo oggi sono andati distrutti 15 tra ambulatori e ospedali della Striscia”. E ha aggiunto: “Nella zona di Tel Hawa, le ambulanze sono state attaccate dagli israeliani, e in un palazzo ci sono 23 civili bloccati che non possono essere messi in salvo”.

Fosforo sul sud della striscia. Bombardamenti israeliani hanno martellato anche il sud della Striscia di Gaza, tra Khan Younis e Rafah, dove fonti locali riferiscono di un avanzamento delle forze di terra, che tuttavia non sono ancora nel centro. “Diverse persone in quella zona hanno confermato la presenza dei soldati israeliani e dicono di essere intrappolati”. Jenny Linnel, attivista dell'International Solidarity Movement, sentita da PeaceReporter, riferisce che l'esercito israeliano ha usato munizioni al fosforo bianco, anche nell'area di Al Houda, tra le città di Rafah e Khan Younis. “La comunità di contadini della zona è stata pesantemente attaccata” racconta. “Ci siamo andati ieri per valutare l'accaduto e abbiamo trovato molte case distrutte dai bulldozer israeliani. I civili ci hanno raccontato di come i soldati abbiamo sparato sulla gente, uccidendo alcune persone. E soprattutto hanno descritto le armi insolite, che dalla descrizione sembrano essere quello che da più parti viene chiamato fosforo bianco. Quello che è certo è che l'esercito israeliano sta usando tipi di armi che non erano mai stati usati nella Striscia di Gaza prima, e che i testimoni non avevano mai visto. Abbiamo resoconti sia dei medici che di civili, che raccontano di munizioni fatte con un materiale che brucia. I residenti di Al Houda ci hanno mostrato anche alcuni grumi di quel materiale, grandi come un pugno, sul terreno accanto a una casa colpita e bruciata. Quei pezzi stavano ancora bruciando dal giorno precedente. Non era un normale fuoco, era come qualcosa che brucia a contatto con l'aria. Le stesse testimoniaze le abbiamo ricavate alche da personale medico: siamo stati all'ospedale di Khan Younis, dove sono stati portati tutti i feriti di Al Houda. Uno dei medici, il dottor Ahmed, un egiziano entrato nella Striscia all'inizio dell'offensiva, ha descritto ferite causate dalle munizioni al fosforo: pazienti che arrivavano coperti da una polvere, una polvere bianca che brucia la pelle in profondità”.

Oltre 300 malati cronici bloccati a Gaza. L'ospedale al Quds, nel quartiere di Tel al Hawa, è stato colpito e il secondo piano è andato distrutto, secondo fonti locali contattate da PeaceReporter. Oltre 150 le persone all'interno del reparto, oltre a 40 medici, che sono stati portati al primo piano.

Le operazioni di evacuazione e di trasferimento dei feriti altrove sono state impossibilitate dall'intensità dei combattimenti nelle strade della città e dai cecchini che - secondo le stesse fonti - prendono di mira anche i civili. L'attivista australiana per i diritti umani, Sharon Locke, membro dell'International Solidarity Movement, ha parlato di una bambina di tre anni colpita alla faccia e all'addome mentre si recava con la famiglia all'ospedale. Secondo il dottor Mohammed Shiziq, contattato prima dell'inizio del suo più difficile turno in ambulanza di questi 20 giorni di conflitto, "la Croce Rossa è impossibilitata a svolgere il proprio lavoro di coordinamento per l'evacuazione dei feriti nell'ospedale Al Quds. Ci sono persone che muoiono dissanguate all'esterno della struttura e non possiamo trasportarle perchè gli israeliani ci sparano addosso. Solitamente trasferiamo i casi più critici all'ospedale al Shifa, ma oggi non abbiamo potuto farlo". Ci sarebbero 600 persone all'interno del nosocomio. Numerose telefonate continuano ad arrivare da ogni parte della città. Sono famiglie bloccate in casa in mezzo ai combattimenti. Alcuni sono feriti, altri hanno bisogno di acqua e cibo. Ron Yaron, capo del dipartimento per i Territori Occupati dell'organizzazione Physicians for Human Rights, parla di una situazione particolarmente critica: "Sappiamo di 320 malati cronici - ha raccontato -, cardiopatici o affetti da patologie tumorali che hanno bisogno di urgenti cure mediche in strutture ospedaliere avanzate al di fuori di Gaza, cioè in Israele, ma sono bloccati in casa e non possono raggiuntere l'ospedale. Sono quasi rassegnati, hanno paura a uscire".

Oltre mille morti, cinquemila feriti. Per il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa Jacob Kellenberger "è inaccettabile che persone ferite in cura all'ospedale siano messe in pericolo". Kellenberger ha appena concluso una visita di tre giorni a Gaza e in Israele e nei i suoi incontri con le parti ha insistito per il rispetto del diritto umanitario internazionale. "Questi sviluppi sono particolarmente allarmanti poichè a Gaza gli ospedali sono già sovraffollati e sotto pressione mentre aumenta il numero di feriti", ha detto il presidente del Cicr. Nei colloqui con i ministri israeliani della difesa Ehud Barak e degli esteri Tzipi Livni, Kellenberger ha ribadito che il diritto umanitario internazionale obbliga le parti a risparmiare i civili e a proteggere le infrastrutture ed il personale medico in ogni circostanza. I morti sono 1.095, i feriti quasi 5mila, secondo fonti palestinesi.

Luca Galassi
Naoki Tomasini