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Il leader del partito popolare islamico sudanese, Hassan al-Turabi, è stato arrestato ieri per aver esortato il presidente Omar al-Bashir a costituirsi e affrontare le accuse di aver commesso crimini di guerra.
"Noi riteniamo che il presidente sia colpevole. Dovrebbe assumersi le proprie responsabilità per tutto ciò che è stato fatto in Darfur. Sei milioni di sudanesi ora si ritrovano paralizzati, senza agricoltura né allevamenti", aveva affermato Turabi. Il veterano leader dell'opposizione è la figura di più alto rilievo ad affermare che il presidente debba recarsi alla Corte Penale Internazionale (Cpi) dell'Aja, che attualmente sta valutando se emettere un mandato di arresto nei confronti di Bashir per aver commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità nel corso della guerra in Darfur. E' stato il figlio di Turabi, Siddig al-Turabi, a riferire la notizia dell'arresto del padre all'agenzia stampa Reuters. "Potrebbero avere intenzione di interrogarlo, oppure di tenerlo prigioniero per un lungo periodo di tempo", ha affermato Siddig, che si è detto seriamente preoccupato per le condizioni di salute di suo padre, ormai settantaseienne. In queste ore, il livello di tensione in Sudan è decisamente elevato. Il capo dei servizi segreti nazionali ha affermato che, se i giudici della Cpi decideranno di emettere il mandato di arresto, non sarà grantita l'incolumità degli stranieri presenti sul territorio sudanese. Awad Babakr, segretario di Hassan al-Turabi, ha raccontato che una ventina di uomini sono entrati nell'ufficio di Turabi per portarlo via. Anche un altro esponente del partito di cui Turabi è il leader è stato arrestato ieri.