14/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Un sito sionista invita a 'neutralizzare' il pacifista Vittorio Arrigoni

Volete aiutare a portare la pace in Medio Oriente? Aiutate l'esercito a trovare i fiancheggiatori dei terroristi di Hamas, cosicchè possano neutralizzarli. Il numero uno della lista è Vittorio Arrigoni, è italiano, fa lo scudo umano nelle ambulanze che soccorrono i feriti - e trasportano armi - nel centro di Gaza. Abbiamo anche messo una sua foto in modo da consentire all'esercito di trovarlo e ucciderlo. Ma sono anche altri gli attivisti, sedicenti pacifisti che solidarizzano con il movimento terrorista, aiutandoli nella propaganda, nella disinformazione, nell'aiuto logistico ad Hamas. E' tempo di trattare queste persone come combattenti nemici. Sono loro che allungano il conflitto all'infinito e, una volta eliminati, solo allora ci potrà potenzialmente essere una pace giusta per arabi e israeliani. Se avete notizie sul come localizzarli telefonate all'esercito israeliano al seguente numero...

Il Cda della Bradley FoundationIntrecci lobbistici. Quanto precede è la sintesi di quanto compare sul sito 'Stop the Ism', 'Fermate l'Ism', ovvero l'International Solidarity Movement, un movimento pacifista fondato nel 2001 che ha tra le sue prerogative l'azione non violenta contro l'esercito israeliano nei Territori occupati. L'autore della lista di proscrizione, molto simile ai 'wanted', corredati di foto e taglia, del Far West americano, non è un membro dell'esercito, dei servizi segreti (almeno non apparentemente), né del ministero della Difesa israeliano. Ma non è nemmeno un 'comune' cittadino ebreo che ha particolarmente in odio i palestinesi. Non è un cialtrone, un ciarlatano, un pazzo. Bensì un rispettabilissimo ebreo americano. Si chiama Lee Kaplan e abita in California. Ha due siti (Stoptheism.com e Dafka) e un blog (http://kaplanwatch.blogspot.com), nei quale discetta di 'giornalismo investigativo, politica estera, sicurezza, guerra al terrore' e via dicendo. E' direttore del sito 'Northeast Intelligence Network' e scrive per il 'Canada Free Press' e per il Frontpage magazine. Il conservatore 'Frontpagemag.com' è la cassa di risonanza della propaganda sionista filo-Likud.

David HorowitzDa Trotsky ai neo-con. L'associazione che pubblica il giornale, la 'David Horowitz Freedom Center', è una 'charity', ovvero un'organizzazione benefica, con profitti di quasi 10 milioni di dollari all'anno, quasi tutti provenienti da donazioni della lobby ebraica Usa. La Bradley Foundation da sola contribuisce a ingrassare le sue casse con 2 milioni di dollari. Improntata a una politica economica iperliberista, la Bradley Foundation è la più grande fondazione di destra del Wisconsin. Ha un capitale di 700 milioni di dollari, una piccola parte dei quali finirono anche nel 'Project for a New American Century', manifesto neo-con elaborato da Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Richard Perle e Paul Wolfowitz), tutti membri dell'amministrazione Bush. Per questi motivi l'ex trotzkysta e ora fervente neo-conservatore David Horowitz può ragionevolmente essere definito un uomo molto potente. Oltre al Freedom Center e al Front Page, ha una sua televisione, 'David Horowitz Tv', e amicizie eccellenti, che vanno dallo stratega della campagna di Bush, Karl Rove, a influenti senatori conservatori, ed evidentemente anche conoscenze nell'ambito dell'intelligence nazionale e internazionale.

Lee KaplanL'Italia e l'Achille Lauro. Tornando al sito del suo 'protetto' Kaplan, sono anche altri gli attivisti che 'dovrebbero diventare un bersaglio delle forze israeliane'. Tra questi, Ewa Jasiewicz ("Aiutate l'Idf a trovarla, per eliminarla in modo permanente, se conoscete la sua esatta ubicazione mandate una mail a noi così possiamo 'beccarla' e farla uscire per sempre"). In riferimento ad Arrigoni, citiamo dal sito di Kaplan: "Pubblichiamo una sua foto così l'Idf può trovarlo e liberarci di lui in maniera permanente. Il governo italiano si è comportato in maniera disastrosa durante la vicenda dell'Achille Lauro, permettendo a Mahmoud Abbas a fuggire dopo la sua cattura da parte dei militari Usa. Dubitiamo che il governo italiano abbia particolarmente a cuore questo anarchico recidivo (Arrigoni, ndr) per Hamas e l'Ism, e speriamo diventi un bersaglio per essere rimosso in maniera definitiva".
Abbiamo chiamato il numero di telefono che Kaplan invita a chiamare. Riportiamo qui la conversazione occorsa con il soldato israeliano che ha risposto. Abbiamo anche chiamato Arrigoni e un'altra ragazza della black list di Kaplan, Jenny Linnel, britannica. Entrambi impegnati a Gaza come membri dell'International Solidarity Movement.


Vittorio Arrigoni con una bimba palestineseArrigoni, cosa fate a Gaza?
La nostra attività è principalmente stare sulle ambulanze della Mezzaluna Rossa. Siamo distribuiti lungo tutta la striscia. Quattro dei nostri sono a Rafah, due a Jabaliya e tre a Gaza city. Abbiamo fatto una conferenza stampa per informare Israele che gli internazionali presenti nella Striscia sarebbero andati sulle ambulanze come scudi umani, sperando che la presenza internazionale funga da deterrente. In realtà però sappiamo benissimo che hanno già colpito moschee, scuole, ospedali.

Il sito 'Stop the Ism' invita l'esercito a 'liberarsi' di te. Sei un fiancheggiatore di Hamas?
(Ride) Personalmente, come attivista per i diritti umani, Hamas non piace assolutamente. Per cui ho qualcosa da ridire anche a loro, che hanno parecchio limitato i diritti umani da quando hanno vinto le elezioni. Però io non sono nessuno per imporre il mio modello e il mio stile di vita alla popolazione civile di Gaza. La popolazione, infatti, ha scelto Hamas.

Jenny Linnel, sei a conoscenza del fatto che un sito internet chiede informazioni affinchè i militari israeliani possano individuarvi e farvi fuori?
Sì, me l'ha mostrato ieri Vittorio. Una pazzia.

Tutte le persone dell'Ism sono elencate come terroristi collusi con Hamas. Suggeriscono come fare a disfarsi di voi.
Sì è un incitamento all'omicidio, stanno dicendo alla gente di ucciderci.
É assurdo e tutte le accuse contro gli attivisti dell'Ism sono false. In questo momento sto con una famiglia e i loro bambini... sono forse dei terroristi di Hamas? Se la ragazzina di sei anni con cui sto cenando lo è, allora penso che tutto il mondo è impazzito. Diciamolo chiaro ancora una volta, uno dei principi fondanti dell'Ism è quello della non-violenza.

Quindi non sei una sostenitrice di Hamas?
Sono una sostenitrice di tutti i comuni palestinesi che soffrono per l'occupazione israeliana. Il lavoro dell'Ism nei territori occupati non fiancheggia alcun gruppo o organizzazione palestinese. Non siamo affiliati con nessuno e in particolare non lo siamo con Hamas.

Abbiamo chiamato l'ambasciata italiana a Tel Aviv investendoli della questione. Conoscevano Arrigoni ma non le minacce intimidatorie di Kaplan. L'ambasciatore Luigi Mattiolo ha informato le autorità israeliane, che gli hanno assicurato di 'interessarsi della questione', precisando che non si tratta di un sito ufficiale e che vi sono numerosi altri siti con il numero di telefono dell'esercito israeliano, concepito per ricevere segnalazioni su eventuali terroristi di Hamas.

Abbiamo poi chiamato la Farnesina. Questa la risposta del capo ufficio stampa, Pasquale Ferrara: "In primo luogo, sottolineo che Arrigoni è stato contattato a più riprese dal Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme, che gli ha fatto presente che da parte italiana in questo momento si scoraggiano assolutamente viaggi o permanenze a qualsiasi titolo di cittadini italiani nella Striscia, come da specifici avvisi dell'Unità di crisi, offrendogli ogni assistenza per la sua partenza. Arrigoni ha da parte sua ritenuto di restare. Sugli altri aspetti della vicenda, trovo ovviamente deplorevole e grave che un sito internet istighi all'uccisione di un cittadino italiano. Stiamo conseguentemente facendo fare accurate verifiche per acquisire tutti gli elementi, anche tenendo conto che il sito in questione è gestito all'estero".

Abbiamo chiamato la sede del 'David Horowitz Popular Center', dove una solerte segretaria ci ha spiegato che non era possibile parlare con il direttore, David Horowitz, perchè 'non è in sede'. "Come possiamo contattarlo?". "Non potete. Provate su internet".

Abbiamo anche provato a chiamare Lee Kaplan, ma non ha risposto al telefono. 'Restiamo umani', termina ogni reportage che Arrigoni scrive dalla Palestina. E' ciò che suggeriamo anche a Kaplan.

Luca Galassi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità