I curdi sono tornati a Kirkuk, per votare e per restare. L'opinione di Kamal e Zana
Cosa puoi dirmi del referendum “ufficioso” sull'indipendenza del Kurdistan avvenuto
in concomitanza con le elezioni generali? Hai votato? Conosci qualche risultato?
Zana: In questo referendum i curdi hanno votato a favore dell’indipendenza di una
nazione curda. E questo è una conseguenza del diritto all’autodeterminazione dei
popoli. Nel 1921, quando il Grande Kurdistan venne diviso e in parte annesso al
territorio iracheno, nessuno chiese ai curdi di che nazionalità si considerassero,
se preferissero restare in Iraq o essere indipendenti. Gli arabi considerano l’Iraq
come parte dell’Umma (la comunità araba). Noi come curdi rifiutiamo questa idea
e ci teniamo a ribadire che la regione curda non è compresa nell’Umma, solo la
regione araba irachena ne fa parte.
Io stessa ho votato a favore dell’indipendenza perché il mio sogno è che si smetta
di considerare la comunità curda una minoranza. Credo che dovremmo avere uno stato
come tutti gli altri popoli, anche perché abbiamo tutte le condizioni necessarie:
un territorio, radici culturali e un sistema politico.
Kamal: Anche io ho votato al referendum, siamo una nazionalità che conta di trenta
milioni di individui e siamo divisi, assieme alle nostre speranze, in tre stati
distinti. Abbiamo diritto all’indipendenza e riusciremo a conquistarla; come sai
nel mondo ci sono anche nazioni che contano meno di 50 mila abitanti ma hanno
uno stato indipendente. Quel che so del risultato del referendum è che il 98%
dei votanti si è detto a favore, e che i due milioni di voti sono stati inviati
per conoscenza alle Nazioni Unite e al Parlamento Europeo.
I media hanno riportato diverse accuse di frode elettorale ad opera di militanti
curdi che, nelle zone di Erbil, Kirkuk e Mosul, avrebbero impedito la consegna
delle urne nei seggi e ne avrebbero riempite diverse altre con voti contraffatti.
Cosa ne pensi?
Zana: Si tratta di accuse false. Nelle citta di Erbil, Mosul e Kirkuk la gente ha
partecipato in massa e ha votato per la lista curda. Qusta è la sola ragione per
cui ha avuto successo, un’affermazione che evidentemente ha spinto i media arabi
a produrre quelle accuse. Nessuno invece parla delle 200 mila persone che a Mosul
non hanno potuto partecipare; inoltre, perché le urne non sono state spedite in
città curde come Shekhan e Shangar?
Kamal: Al contrario, 90 mila voti di Kirkuk sono stati inizialmente messi in disparte
per accertamenti, ma dopo le pressioni delle autorità curde sono stati conteggiati.
Nulla invece è stato fatto per le 200 mila persone che a Mosul non hanno potuto
votare per mancanza di sicurezza.
Credi che la proclamazione dei risultati ufficiali potrà migliorare la situazione?
Credi che sciiti e curdi cercheranno di opprimere la comunità sunnita con la nuova
maggioranza nell’Assemblea Nazionale?
Kamal: Credo che la situazione potrà migliorare quando la Nato inizierà a formare le
forze di sicurezza irachene, ma è anche essenziale che non ci siano interferenze
straniere.
Zana: Credo che la situazione ora potrà solo migliorare, spero non ci saranno più minoranze
oppresse perché tutte le formazioni politiche sembrano credere nella democrazia.
Per curdi e sciiti si tratta di un cambiamento importante, perché in un sistema
democratico una maggioranza non può mai essere oppressa da una minoranza come
nei regimi.