16/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I curdi sono tornati a Kirkuk, per votare e per restare. L'opinione di Kamal e Zana
Oleodotto in fiamme
Cosa puoi dirmi del referendum “ufficioso” sull'indipendenza del Kurdistan avvenuto in concomitanza con le elezioni generali? Hai votato? Conosci qualche risultato?
Zana: In questo referendum i curdi hanno votato a favore dell’indipendenza di una nazione curda. E questo è una conseguenza del diritto all’autodeterminazione dei popoli. Nel 1921, quando il Grande Kurdistan venne diviso e in parte annesso al territorio iracheno, nessuno chiese ai curdi di che nazionalità si considerassero, se preferissero restare in Iraq o essere indipendenti. Gli arabi considerano l’Iraq come parte dell’Umma (la comunità araba). Noi come curdi rifiutiamo questa idea e ci teniamo a ribadire che la regione curda non è compresa nell’Umma, solo la regione araba irachena ne fa parte.
Io stessa ho votato a favore dell’indipendenza perché il mio sogno è che si smetta di considerare la comunità curda una minoranza. Credo che dovremmo avere uno stato come tutti gli altri popoli, anche perché abbiamo tutte le condizioni necessarie: un territorio, radici culturali e un sistema politico.
Kamal: Anche io ho votato al referendum, siamo una nazionalità che conta di trenta milioni di individui e siamo divisi, assieme alle nostre speranze, in tre stati distinti. Abbiamo diritto all’indipendenza e riusciremo a conquistarla; come sai nel mondo ci sono anche nazioni che contano meno di 50 mila abitanti ma hanno uno stato indipendente. Quel che so del risultato del referendum è che il 98% dei votanti si è detto a favore, e che i due milioni di voti sono stati inviati per conoscenza alle Nazioni Unite e al Parlamento Europeo.
 
Protesta di turcomanniI media hanno riportato diverse accuse di frode elettorale ad opera di militanti curdi che, nelle zone di Erbil, Kirkuk e Mosul, avrebbero impedito la consegna delle urne nei seggi e ne avrebbero riempite diverse altre con voti contraffatti. Cosa ne pensi?
Zana: Si  tratta di accuse false. Nelle citta di Erbil, Mosul e Kirkuk la gente ha partecipato in massa e ha votato per la lista curda. Qusta è la sola ragione per cui ha avuto successo, un’affermazione che evidentemente ha spinto i media arabi a produrre quelle accuse. Nessuno invece parla delle 200 mila persone che a Mosul non hanno potuto partecipare; inoltre, perché le urne non sono state spedite in città curde come Shekhan e Shangar?    
Kamal: Al contrario, 90 mila voti di Kirkuk sono stati inizialmente messi in disparte per accertamenti, ma dopo le pressioni delle autorità curde sono stati conteggiati. Nulla invece è stato fatto per le 200 mila persone che a Mosul non hanno potuto votare per mancanza di sicurezza.
 
Credi che la proclamazione dei risultati ufficiali potrà migliorare la situazione? Credi che sciiti e curdi cercheranno di opprimere la comunità sunnita con la nuova maggioranza nell’Assemblea Nazionale?
Kamal: Credo che la situazione potrà migliorare quando la Nato inizierà a formare le forze di sicurezza irachene, ma è anche essenziale che non ci siano interferenze straniere. 
Zana: Credo che la situazione ora potrà solo migliorare, spero non ci saranno più minoranze oppresse perché tutte le formazioni politiche sembrano credere nella democrazia. Per curdi e sciiti si tratta di un cambiamento importante, perché in un sistema democratico una maggioranza non può mai essere oppressa da una minoranza come nei regimi.

Naoki Tomasini

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