13/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'assedio di Gaza City; Il bilancio aggiornato delle vittime; il corso delle diplomazia e il ritorno in pubblico di Ismail Haniyeh. L'appello di Ban ki-moon e la solita risposta di Israele: 'L'offensiva continua'.

L'esercito israeliano sta stringendo l'assedio intorno a Gaza City. "C'è ancora da lavorare", dice il comando israeliano mentre i carrarmati si portano a ridosso del centro urbano, senza tuttavia entrarvi. La popolazione è assalita dal panico. Tala Jad, 30 anni, dice che la sua famiglia, di 15 persone, si è riunita tutta in una stanza sola e nessuno ha il coraggio di guardare fuori dalla finestra. I telefoni cellulari sono stati privati delle suonerie per evitare che i soldati israeliani all'interno dei blindati possano sentirli. "Alcuni di noi recitano il Corano - dice Jad - altri pregano perché le bombe smettano di cadere sulle nostre teste".
Dall'ospedale arriva la notizia che 3 civili e 18 miliziani di Hamas sono stati uccisi duranti i combattimenti.
Nel frattempo, al Cairo continuano i colloqui con la delegazione di Hamas.
E per la prima volta, ieri sera, Hamas, per bocca del suo primo ministro Ismail Haniyeh, ha lanciato chiari segnali che possono aprire la strada a un immediato cessate il fuoco. "Hamas collaborerà a qualsiasi iniziativa utile a fermare l'offensiva israeliana e a porre fine all'isolamento imposto da Tel Aviv alla Striscia di Gaza con la chiusura dei valichi", ha detto Haniyeh in un discorso televisivo.
Il bilancio delle vittime palestinesi è salito a quota 933 e più di 4mila sarebbero i feriti. Sul lato israeliano le cifre si fermano a 3 civili e 10 soldati.
Il Segretario generale Onu Ban Ki-moon ha ancora una volta richiamato le parti in causa affinché si ponga fine alla guerra. "Le mie parole non richiedono spiegazioni, sono molto semplici: i combattimenti devono finire. Adesso." ha detto Ban. I vertici governativi, il ministro della difesa Ehud Barak in testa, hanno ribadito di avere molto rispetto per le parole del Segretario generale Onu, ma fin quando la diplomazia non riuscirà a perseguire il suo obiettivo, Israele continuerà a colpire Hamas.
Fonti interne di Hamas hanno rivelato al quotidiano in lingua araba basato a Londra al-Hayat che il gruppo potrebbe acconsentire al dispiegamento delle forze turche al valico di Rafah, sempre a condizione che tutti gli altri valichi vengano riaperti. "Hamas rispetta la Turchia in quanto nazione islamica", ha detto la fonte al quotidiano. La Turchia ha comunque precisato che il suo ruolo sarebbe limitato a un servizio 'tecnico' o di 'osservazione'.
Miliziani di Hamas con indosso le uniformi delle Forze di difesa israeliane hanno tentato attacchi suicidi contro le truppe dello Stato ebraico nella Striscia di Gaza.

Lieberman: 'Fare ad Hamas ciò che gli Usa  fecero ai giapponesi'

Louis Michel: 'Israele viola convenzioni internazionali, risposta sproporzionata'

Il viaggio della Spirit of Humanity

Gli spari dell'esercito sugli operatori della Mezzaluna Rossa

Lo show di Olmert: 'Ho fatto cambiare idea alla Rice'

Amnesty denuncia: 'Ogni giorno prove di crimini di guerra commessi da Israele'

I raid notturni nella Striscia

Categoria: Guerra
Luogo: Israele - Palestina