12/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



I quotidiani, i siti, le televisioni, le radio. Il sistema dell'informazione (sic) italiano, ma anche di altri paesi del mondo si è già scordato di Gaza.
Come se non ci fossero più di sessanta morti al giorno. Nel posto in cui è nata la nostra civiltà. Uccisi in nome di una civiltà che è la nostra. Da chi, nel nome di quella stessa civiltà, sempre la nostra, ha avuto milioni di morti.
Non è una guerra qualsiasi, quella che c'è a Gaza. Per prima cosa perché non è una guerra, visto che non ci sono eserciti a fronteggiarsi (più di novecento morti palestinesi e sei soldati israeliani, il bilancio di quest'ultima ondata di violenza). E poi anche perché è, come dicono Moni Ovadia e Ali Rashid, non una guerra ma la questione morale del nostro tempo. O, per dirla con le parole dei premi Nobel per la pace, lì si gioca l' etica fondamentale del genere umano.
Ma al sistema dell'informazione non interessa l'etica, e tantomeno il genere umano.
Del genere umano, al sistema dell'informazione, interessa una minima parte, quella cosiddetta "altospendente", quella che va a comperare quel che la pubblicità suggerisce. E così accade che i giornali e i siti vengano fatti non sulla base di un criterio informativo o pedagogico. Ma sulla base di quel che decidono e dicono gli uffici marketing.

(Anche PeaceReporter ha la pubblicità, ma il giorno in cui un inserzionista ci dirà cosa scrivere, come scriverlo o dove posizionare un articolo, o se ne andrà lui o ce ne andremo noi).

Ce lo siamo sempre detto, del resto, che l'informazione ha dei limiti. Dovuti ai conflitti di interesse, e dovuti alla pericolosa e tollerata commistione tra il mestiere di giornalista e quello del marchettaro, e dovuti anche al fatto che gli editori puri non esistono più.
Ma questa volta il limite è stato superato, anche perché da quasi tutti i grandi gruppi editoriali l'attacco israeliano è stato raccontato in modo vergognoso. Basti pensare che secondo la stragrande maggioranza delle persone gli israeliani hanno attaccato perché Hamas ha violato la tregua. E questa è una bugia. E se è vero che dal letame nascono i fiori non si può dire che dalle bugie possa nascere invece qualcosa di buono.

Maso Notarianni

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