12/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Olmert si rammarica per la morte dei civili ma dichiara la continuazione delle operazioni. Vecchio columnist del Maariv attaccato da un inserzionista

"Ogni bambino e ogni adulto non coinvolti nel terrore vittime di nostri sforzi militari sono vittime per le quali ci scusiamo e che vogliamo evitare", ha dichiarato il premier israeliano Ehud Olmert, ribadendo comunque che l'operazione militare israeliana continuerà fino a quando non saranno stati distrutti i tunnel di Hamas e totalmente sradicato il movimento.

La tensione in Israele sta provocando nell'opinione pubblica una grande ondata di insofferenza nei confronti di quei giornalisti considerati 'scomodi' perché vicini alla popolazione palestinese in queste ore drammatiche. In particolare, Yonit Levy, nota presentatrice televisiva apparsa commossa in video alla vista di cadaveri di civili palestinesi, è oggetto di una petizione di protesta nei suoi confronti: "Non è possibile che nello stato di Israele, durante un conflitto e anche in via generale, una presentatrice esprima un eccesso di pietà verso i palestinesi e manifesti le sue idee estremiste di fronte a tutti", si legge nel testo della petizione, che in pochi giorni ha già raccolto 32 mila firme. Yonatan Gefen invece, ormai da quarant'anni columnist del quotidiano Maariv, si è detto preoccupato e umiliato dalla decisione del suo giornale di pubblicare un annuncio che lo attaccava in modo pesante e scurrile per alcune opinioni critiche che aveva espresso riguardo all'operazione 'Piombo Fuso'. "In questi tempi peraltro ricevo anche minacce di morte. Mi sono rivolto alla polizia", ha aggiunto Gefen. Raviv Drucker, commentatore politico televisivo, si è detto preoccupato soprattutto dall'acquiescenza dei colleghi della stampa di fronte a questo tipo di attacchi alla libertà di opinione.

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Categoria: Diritti, Guerra
Luogo: Israele - Palestina