12/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Ucciso un membro del comitato organizzativo della Coppa del Mondo, aveva denunciato la corruzione all'interno dell'Anc

scritto per noi da
Matteo Fagotto

 

 

I prossimi Mondiali di calcio, in programma nell'estate del 2010 in Sudafrica, si tingono di giallo. Come se non bastassero i ritardi nella costruzione degli stadi e il problema criminalità, ora ci si mettono anche le esecuzioni: domenica scorsa Jimmy Mohlala, membro del comitato organizzativo della Coppa del Mondo ed ex-componente della Federazione sudafricana di calcio, è stato ucciso da due sicari nella sua casa di Kanyamazane, una località a pochi chilometri dalla città di Nelspruit. Fino a poco tempo fa membro dell'African National Congress, il partito che ha dominato la scena politica sudafricana dal 1994 ad oggi, Mohlala era uno dei più fieri critici del modo in cui il governo sta gestendo l'organizzazione dei Mondiali. In molti ritengono che la sua solerzia gli sia stata fatale.

Jimmy MohlalaNonostante non sia il primo fatto di sangue che riguarda un politico avvenuto a Nelspruit, l'uccisione di Mohlala ha destato molto scalpore, tanto da costringere la polizia ad assicurare una rapida conclusione del caso. Secondo la ricostruzione fornita dal figlio di Mohlala, ferito nell'agguato, i sicari, accompagnati da un palo, avrebbero atteso in auto il ritorno a casa della vittima, prima di penetrare nella sua proprietà e ucciderla. Con lui se ne va uno dei principali critici della gestione dei Mondiali, fatta di corruzione e di accordi poco chiari. Come la vendita al Comune dei terreni su cui sorgerà il nuovo stadio di Nelspruit per il prezzo simbolico di un rand (equivalente a sette centesimi di euro) in cambio di posti di lavoro per i beneficiari del Matsafeni Trust, l'organizzazione che aveva in gestione i terreni.

Un caso di ordinaria corruzione finito in tribunale, visto che numerose famiglie si sono viste espropriate dei loro diritti su quelle terre senza ricevere un soldo, e contro cui Mohlala si era battuto, denunciando alcuni colleghi dell'Anc e venendo sospeso dal partito. La morte, non commentata dai vertici dell'Anc (in questi giorni Jacob Zuma, il presidente del partito, è impegnato a sposare la sua terza moglie) manda un pessimo segnale in vista della Coppa del Mondo. In patria e all'estero crescono le critiche nei confronti del governo sudafricano, alcune delle quali chiedono addirittura di spostare la Coppa del Mondo in un altro Paese. E anche all'interno della Fifa pare che le perplessità non manchino, nonostante le rassicurazioni del presidente Joseph Blatter, che ha definito l'uccisione di Mohlala un caso isolato.

Il nuovo stadio di NelspruitMa più che l'uccisione di una singola persona, è il clima generale che si respira in Sudafrica a preoccupare. Le lotte intestine all'Anc, sfociate il mese scorso nella creazione di un nuovo partito, il Congress of the People (Cope), di cui Mohlala era entrato a far parte, hanno avvelenato il clima politico nazionale. Un clima che sta peggiorando in vista delle prossime elezioni presidenziali, previste in primavera, e di cui potrebbe fare le spese anche l'organizzazioni dei Mondiali. Le varie Federazioni calcistiche nazionali da domenica hanno un motivo in più per preoccuparsi: se uccidere un politico locale in vista è così semplice, nell'estate 2010 cosa potrebbe succedere ad atleti e tifosi?

 

Matteo Fagotto

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