03/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



A Karachi ogni giorno decine di bambini illegittimi sono uccisi dalle madri

CullaI volontari ne allineano file su di un marciapiede. Ognuna mostra un cartello su cui è scritto: “Non ucciderlo, lascialo qui”. Nei fagotti di tela, simili a piccole amache, i piccoli bambini nati fuori dal matrimonio troveranno un riparo sicuro. Gli operatori dell’organizzazione li raccolgono, li curano e trovano loro una famiglia adottiva. Succede a Karachi, città portuale a sud del Paese con ben 14 milioni di abitanti. Dagli anni ’60, Abdul Sattar Edhi e la moglie Bilquis lavorano insieme nella fondazione cui hanno dato vita per svolgere molte azioni di solidarietà, tra cui quella di proteggere i piccoli orfani. L’Edhi Foundation è una realtà importante in Pakistan, con 2mila collaboratori, tra cui 500 donne.

Donne “In questo modo supplichiamo i genitori di non uccidere i propri figli”, così un volontario spiega la decisione di esporre le culle in strada davanti all’ingresso della fondazione. Nel solo mese di febbraio sono stati trovati tra la spazzatura e nelle fognature i corpi di venti bambini. La drammaticità della situazione ha superato i confini pakistani e oggi è il Bangkog Post", quotidiano tailandese, a denunciare le conseguenze dell’applicazione della Sharia, la legge islamica, a Karachi. Fino ad oggi l’Edhi ha dato sepoltura a neonati che avevano da un giorno a sei mesi di vita. Ogni mattina i volontari ne trovano più di venti, ancora vivi, davanti alla porta dei loro uffici. Le culle sul marciapiede, per ora, sono l’unica soluzione alla tragedia.

Nel sud, come in altre parti del Paese, la Sharia regola la condotta sociale con punizioni severissime per le donne che hanno relazioni al di fuori del matrimonio. In queste zone è assolutamente "haram", "immorale", avere figli senza essere sposati. Le madri adultere possono essere lapidate, per questo, spinte dalla paura, arrivano persino ad uccidere i figli e a ad abbandonarli senza lasciare alcuna traccia. Si tratta spesso di donne molto povere e che hanno subito violenza. I bambini muoiono nei modi più atroci: strangolati o di stenti. Un piccolo, trovato sulle scale di una moschea, sarebbe stato ucciso a sassate dopo che l’imam locale ne aveva decretato l’illegittimità.

Karachi Secondo un ginecologo la sola soluzione a questo dramma sarebbe la legalizzazione dell’aborto. In Pakistan è permesso porre termine alla gravidanza solo nel caso sia a rischio la vita della madre. In molte scuole coraniche l’aborto è considerato "haram" e “na-jaiz”, “illegittimo”, e si sostiene che “solo rispettando la Sharia “nella lettera e nello spirito” si può prevenire il male “perchè la legge garantisce ogni tipo di giustizia in campo sociale, economico e privato”.

A capo dell’attività di accoglienza degli orfani c’è la signora Bilquis Edhi. La donna si occupa personalmente dei bambini e decide per l’affidamento dopo lunghe e approfondite indagini sui motivi che spingono le famiglie a far richiesta di adozione. Come si legge nel sito dell’organizzazione: “Le procedure per trovare ai piccoli una nuova mamma si svolgono nel massimo riserbo, per evitare ai bambini futuri problemi di inserimento nella società”. Edhi è impegnata anche in attività di sostegno ai senza tetto e ai carcerati. Gli uffici della Edhi Foundation sono dislocati in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Bangladesh, oltre che naturalmente in tutto il Pakistan.

Francesca Lancini 
Categoria: Donne, Religione
Luogo: Pakistan