07/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Preoccupazioni sulla spaccatura tra i ribelli che potrebbe aggravare ulteriormente la crisi umanitaria nel nord Kivu

I comandanti dei ribelli del Congo orientale hanno confermato la loro lealtà al generale Laurent Nkunda, dopo le voci su una spaccatura tra i ribelli. Secondo quanto riportato dagli ambienti vicini a Nkunda, alcuni ufficiali della guerriglia avevano dichiarato 'decaduto' il generale tutsi per alto tradimento.

Gli osservatori internazionali sono molto preoccupati per l'eventualità che il fronte ribelle possa spaccarsi: ciò non farebbe che aggravare la situazione nel paese. I comandanti fedeli a Nkunda hanno tenuto un meeting vicino a Rutshuru, nel nord Kivu: "Tutte le istituzioni e gli organismi del movimento rimango leali al generale laurent Nkunda. Il nostro leader è saldo al suo posto di comando e non è stato deposto", ha detto il portavoce del Cndp (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), Bertrand Bisimwa, alla Bbc. Ma secondo l'Afp, i ribelli che supportano il generale Bosco Ntaganda, gli stessi che hanno dichiarato Nkunda deposto dal comando, si sono riuniti separatamente vicino a Masisi. Una dichiarazione inviata alla Bbc firmata da Ntaganda accusa Nkunda di "cattiva leadership" e di "inadeguate capacità politiche". 
Meglio conosciuto come "Terminator", il generale Ntaganda è accusato dalla Corte Internazionale dell'Aja di arruolare nel suo esercito bambini che non raggiungono i 15 anni di età. Ntaganda, che ricopre le posizioni più estremiste all'interno del Cndp, critica Nkunda per due cose su tutte: aver acconsentito a un cessate il fuoco che ha rafforzato le posizioni dell'esercito di Kinshasa e di non essere stato in grado di portare a termine l'attacco alla città di Goma. Secondo molti, dietro il massacro di Kiwanja dello scorso novembre - in cui hanno perso la vita almeno 150 persone - ci sarebbe proprio la mano di Ntaganda e dei suoi uomini.  

Categoria: Guerra
Luogo: Rep. Dem. Congo