07/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nella notte di martedì 6 gennaio l'annuncio di Olmert e l'iniziativa concordata fra Usa ed Egitto

Tregua non rispettata? Secondo l'agenzia di stampa Maan News, tre palestinesi sono stati uccisi dai bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza durante le tre ore di tregua. Tregua che infatti, secondo Medici Senza Frontiere, non è stata rispettata da Israele. Jessica Pourraz, coordinatrice di Msf a Gaza, ha dichiarato che la tregua di tre ore annunciata da Israele è stata effettuata solo sul territorio di Gaza City, mentre i combattimenti in altre zone sono andati avanti come se le dichiarazioni da parte israeliana sul cessate il fuoco non fossero mai state fatte.
"Nelle periferie urbane e nel nord della Striscia di Gaza i carri armati e gli elicotteri hanno continuato a bombardare", ha spiegato la Pourraz durante una teleconferenza, aggiungendo che "per il nostro lavoro la tregua di tre ore al giorno non cambia niente perché neanche in quel lasso di tempo possiamo raggiungere i feriti che sono in quelle zone". Il premier israeliano Ehud Olmert aveva autorizzato martedì notte l'apertura di un corridoio umanitario e l'Idf dell'esercito israeliano aveva annunciato una tregua temporanea di tre ore dalle 11.00 alle 14.00. La risposta di Hamas: in quelle tre ore ci asterremo dai lanci di razzi.

Israele disponibile a valutare il piano di Mubarak. Il governo israeliano si è dichiarato favorevole al dialogo con l'Egitto, in merito a un piano proposto dal governo egiziano per la pacificazione della situazione nella Striscia di Gaza. Anche se da Tel Aviv si dice che è prematuro parlare di accettazione del piano egiziano, è stato molto apprezzato lo sforzo del presidente Hosni Mubarak che avrebbe compiuto un passo importante accettando di vedere in quali modi sia possibile arrestare il contrabbando di armi a Gaza. Il piano ha ricevutro l'avallo di Stati Uniti, Unione europea, Nazioni Unite e di Abu Mazen, presidente dell'Autorità nazionale palestinese. Un portavoce di Hamas ha riferito che il movimento islamico palestinese non lancerà razzi contro Israele durante i momenti di tregua. Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano ha poi aggiunto che il movimento sta attualmente prendendo in esame la proposta egiziana per il cessate il fuoco ma che respinge fermamente ogni ipotesi di dispiegamento di forze internazionali sul suolo palestinese.

Il piano egiziano, per quanto è dato sapere finora, è in tre punti, presentati sinteticamente dal presidente Hosni Mubarak dopo la riunione con il suo omologo francese Nicolas Sarkozy. Questi i punti enunciati da Mubarak.
1) Israele e le fazioni palestinesi dovranno accordarsi per un immediato cessate-il-fuoco illimitato per aprire un corridoio umanitario per gli aiuti a Gaza e per dare tempo all'Egitto di arrivare a un accordo per un cessate-il-fuoco duraturo.
2) L'Egitto convocherà israeliani e palestinesi in un incontro urgente in cui si possa arrivare ad accordi che garantiscano che non si possa più ripetere in futuro una simile escalation di violenza. In più, questi accordi dovrebbero portare alla protezione delle frontiere, la riapertura dei valichi e la sospensione dell'embargo.
3) Le autorità del Cairo invitano la Autoridtà Palestinese e gli altri movimenti palestinesi a unirsi agli sforzi dell'Egitto nel trovare un accordo che arrivi alla riconciliazione nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angelo Miotto

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