07/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito statunitense e quello britannico accettano soldati sempre più grassi. E negli Usa, per trovare nuove reclute, si gioca alla guerra

scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

Mentre nei conflitti veri si continua a morire, l'Esercito statunitense ha trasformato la guerra in un grande gioco. Alle porte di Philadelphia, mescolato in un centro commerciale insieme a negozi di ogni tipo, c'è infatti l'Army Experience Center: uno spazio grande quanto tre campi da basket, dove si può simulare un'ampia gamma di missioni, tranne essere colpiti. E intanto l'Esercito, nell'ennesima deroga a cui è dovuto ricorrere per rimpolpare i ranghi, d'ora in poi accetterà anche reclute che un tempo avrebbe scartato, in quanto troppo sovrappeso.

L'Army Experience Center di PhiladelphiaIl centro di Philadelphia, costato 13 milioni di dollari, ha rimpiazzato cinque uffici locali di reclutamento che facevano fatica a centrare gli obiettivi, come capita spesso nelle grandi città. Inaugurato in agosto, fa parte di una nuova strategia delle forze armate: attirare i più giovani non solo con incentivi vari - come le borse di studio per l'università - ma coinvolgendoli in un'esperienza ludica sfruttando la migliore tecnologia a disposizione. Così, all'Army Experience Center si può volare in un elicottero AH-64 Apache o in un Black Hawk, o si può consegnare aiuti umanitari in Iraq a bordo di un blindato Humvee. Al contrario di quel che accade al fronte, qui non si viene colpiti dal nemico. Alle simulazioni possono partecipare tutti i maggiori di 13 anni, ossia quattro in meno dell'età minima in cui ci si può arruolare. Finora, però, gli effetti sono stati modesti.  In cinque mesi sono stati reclutati solo 35 giovani, in media con i deludenti risultati degli uffici rimpiazzati dall'Experience Center.

Un ragazzino gioca alla simulazione del volo con l'elicottero, all'Army Experience CenterE' anche per questo che l'Esercito ha appena allargato - letteralmente - la cinghia, accettando reclute sovrappeso con l'impegno che si mettano in riga entro un anno. I 1.500 soldati freschi di arruolamento, accettati nell'ultimo anno fiscale grazie a questi standard più bassi, sono stati determinanti nel raggiungere l'obiettivo di 80.000 reclute. E' probabilmente una scelta obbligata, dato che mediamente la popolazione statunitense, specie tra i più giovani, sta ingrassando. Se dieci anni fa erano meno di una decina gli Stati negli Usa dove il 25 percento dei giovani tra i 18 e i 34 anni era considerato obeso, oggi è così in 26 Stati su 50. E' solo l'ultima delle deroghe che l'Esercito ha applicato negli ultimi anni - dall'aumento dell'età massima fino a 42 anni, all'accettazione di soldati che non hanno terminato la scuola superiore. E le forze armate statunitensi sono in buona compagnia.

Anche in Gran Bretagna, alle prese con una crisi simili nei nuovi arruolamenti, l'Esercito sta pensando di aprire le porte a potenziali soldati sempre più grassi. Già nel 2006, Londra ha alzato da 28 a 32 l' "indice di massa corporea" - un indicatore di stato del peso forma - accettabile per le sue reclute, portandolo oltre la soglia che l'Organizzazione Mondiale della Sanità fa coincidere con l'inizio dell'obesità. Anche in questo caso, si dà un anno di tempo ai nuovi soldati per rimettersi in forma; ma al momento si sta valutando l'ipotesi di alzare ulteriormente la tolleranza per i chili in eccesso. Lo stesso potrebbe capitare per i tatuaggi dei militari di Sua Maestà: fino ad oggi sono scartati i giovani con marchi visibili su faccia, mani o collo. Ma ci si attende che la regola venga presto modificata.