06/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La guerra a Gaza, vista dai campi palestinesi in Libano

Scritto per noi da Erminia Calabrese

Non trovano pace né di giorno né di notte i campi profughi che in Libano ospitano circa 400 mila palestinesi. Non si dorme, non si mangia, non si gioca. Le ore passano tra manifestazioni e sit in o davanti a un televisore, sintonizzati sul canale satellitare al-Jazeera che trasmette attimo per attimo quello che succede a Gaza. All'undicesimo giorno dell'aggressione israeliana il numero dei morti sale a 578 e i feriti a 2700 secondo i dati trasmessi da al-Jazeera.

Al nord del paese dei cedri nel campo di Beddawi che ospita circa 15 mila palestinesi secondo i dati dell'UNRWA, (l'agenzia delle Nazioni Uniti che si occupa dei rifugiati palestinesi), in realtà sono molto di più, si parla di 45 mila, le manifestazioni e i sit-in quotidiani sembrano essere l'unico strumento per poter mostrare solidarietà alla gente di Gaza, in questo campo dove chi ci abita non ha più niente da perdere. "Sono giorni che non dormiamo, seguiamo attimo per attimo quello che succede nella striscia di Gaza. Parte della nostra famiglia è a Gaza la nostra mobilitazione è il minimo che possiamo fare per loro", dice Abu Yussef, che gestisce un piccolo negozio di alimentari nel campo.

Scendendo verso Beirut, anche i campi di Sabra e Chatila mostrano la loro solidarietà a Gaza. Su un grande striscione si legge: "Gaza ha fame, ha sete o arabi dove è la vostra fierezza?" "Cosa possiamo fare? Non abbiamo niente. La sola cosa è manifestare, protestare contro il silenzio dei governi arabi? "Dove sono i leader arabi? A ubriacarsi nei casinò?", dice Umm Saad, un'anziana donna della Galilea mentre si asciuga il volto pieno di lacrime. Ahmad, un parrucchiere del campo del Bass, a Tiro, sud del paese, lamenta che in questi giorni molto spesso l'elettricità nei campi salta. "Perché in questi giorni ci viene tolta spesso l'elettricità nel campo? Per evitare di vedere alla televisione i nostri fratelli morire?"

"Non abbiamo paura di quello che può succedere perché attraverso la resistenza vinceremo", aggiunge Mohammad, 26 anni. "Non siamo soddisfatti dell'unità araba soprattutto dei governi, che a differenza della gente comune, non sono con noi". Quello che è successo a Gaza è un crimine contro l'umanità prima di essere stato un massacro di palestinesi", dice un parrucchiere , Abu Maher, del campo di Rashidiyye, alla periferia di Tiro. Le proteste dei rifugiati palestinesi in Libano si uniscono alle voci e alle grida dei libanesi che da giorni manifestano davanti all'ambasciata statunitense ad Awkar, mentre gli israeliani continuano a bombardare, moschee, scuole e ospedali e nessuno osa fermarli. Io non sono contro la pace è la pace che è contro di me" recitava Handhala, la famosa caricatura del celebre disegnatore palestinese Naji al Ali.

Categoria: Guerra
Luogo: Libano