05/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Più di 300 mila sfollati tamil intrappolati dall'offensiva, sotto le bombe e senza assistenza. Accuse di 'crimini di guerra' al governo

La bandiera governativa con il leone ('singa' in singalese) sventola sulle macerie disabitate di Kilinochchi, la 'capitale' dei separatisti tamil conquistata nei giorni scorsi dall'esercito dopo un mese di assedio. Lo stesso vessillo sta per essere issato dai soldati anche sull'Elephant Pass, che collega il nord del isola con la penisola di Jaffna. Una volta conquistato questo strategico ponte - dove ancora infuriano i combattimenti - l'esercito di Colombo avrà isolato il fronte nord delle Tigri tamil (Ltte), quello di Muhamalai, da quel poco che rimane del territorio ribelle, ovvero dalla regione nord-orientale attorno alla città costiera di Mullaitivu, ultima roccaforte dell'Ltte.

Obiettivo: Mullaitivu. Il grosso delle operazioni militari si sta già concentrando in questa zona. Con la copertura aerea dei cacciabombardieri, le truppe corazzate e la fanteria governativa stanno attaccando senza sosta le linee di difesa delle Tigri tamil, che per ora sembrano tenere. Lunedì l'Ltte ha detto di aver respinto un'offensiva governativa lungo la strada A-35 che collega Kilinochchi a Mullaitivu, uccidendo almeno 53 soldati e ferendone un'ottantina. Come al solito, i comandi dell'esercito hanno smentito la notizia.
Intrappolati in mezzo ai combattimenti, privi di qualsiasi assitenza umanitaria, ci sono i civili tamil, in particolare gli oltre 300 mila sfollati fuggiti nelle ultime settimane da Kilinochchi in direzione di Mullaitivu.

'Crimini di guerra'. L'Alleanza Nazionale Tamil (Tna), il partito politico della minoranza tamil, accusa il governo nazionalista di Mahinda Rajapaksa di crimini di guerra e di palese violazione della Convenzione di Ginevra sulla protezione della popolazione civile. Secondo la Tna, le autorità di Colombo hanno sottoposto la zona dei combattimenti a un "rigido embargo economico, alimentare e medico" che rende impossibile all'Onu e alla Croce Rossa portare aiuti e assistenza, in particolare acqua potabile, cibo e medicine, ai profughi e alle vittime civili dei combattimenti. La Tna accusa anche l'esercito di colpire deliberatamente obiettivi civili: il 1° gennaio l'aviazione ha bombardato il villaggio di Murasumoaddai uccidendo una donna e un ragazzino. Il 2 nella stessa zona un altro civile è stato ucciso dall'artiglieria governativa, mentre altri quattro civili sono morti sotto le bombe sganciate dagli aerei sul centro di Mullaitivu.

 

Enrico Piovesana

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