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Il Presidente cubano Raul Castro ha autorizzato la popolazione locale a costruirsi le proprie abitazioni.
La misura dovrebbe costituire un rimedio contro la povertà e le ristrettezze in cui si trova a vivere il popolo cubano, condizioni aggravate dal recente passaggio sull'isola di tre uragani. La decisione annunciata da Raul Castro non fa altro che legalizzare ciò che di fatto già succede in tutta Cuba, dove la maggior parte delle costruzioni sono in piedi proprio grazie agli sforzi della popolazione locale. I materiali da costruzione in circolazione sull'isola sono scarsi. Nonostante lo Stato venda cemento, infatti, non fornisce altro materiale, perciò la maggior parte della popolazione si vede costretta a ricorrere al mercato nero per l'acquisto di materiali edili. Il premier cubano ha promesso che grazie a questa misura "si costruiranno centinaia di migliaia di case, l'industria fiorirà determinando un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini". La scarsezza di case a Cuba è enorme: nel 1959 c'era un deficit di mezzo milione di abitazioni e si ritiene che negli ultimi cinquant'anni il deficit possa essersi duplicato. Insieme ai salari bassi e alla debolezza della moneta nazionale, le scarsezza delle abitazioni è uno dei temi sui quali il governo è risultato più criticato dalla popolazione. Gli uragani che hanno interessato il territorio cubano nel 2008 hanno acutizzato il problema. Sono 70 mila le case distrutte e quasi mezzo milione quelle seriamente danneggiate.
Enrico Piovesana