La lotta per la terra, per i diritti dei contadini, per la sopravvivenza dei
loro figli, continua a lasciare in Chiapas una scia di morte, soprusi e violenza.
E’ questo il pensiero comune di migliaia di indigeni tzotziles accorsi in massa per presenziare ai funerali del loro compagno Manuel Hidalgo
Espinoza, uno dei massimi dirigenti dell'organizzazione contadina Casa del Pueblo,
ucciso barbaramente il 9 febbraio scorso.
La morte di Espinoza.Il fatto tragico è stato compiuto, non si sa bene ancora da chi, nel municipio
chiapaneco Venusiano Carranza. Il corpo del leader, vestito con abiti tipici tzotzil, è stato trovato privo di vita nel quartiere San Pedro e presentava un foro
causato da una pistola all’altezza della guancia sinistra. Un’esecuzione vera
e propria.
La sua storia. Tutto ha inizio qualche anno orsono con una lettera indirizzata al Cndh, la Commissione Nazionale per i Diritti Umani. Correva l’anno 2000 e il grido
di aiuto arrivava dalla terra del Chiapas, alle grandi organizzazioni umanitarie.
"Io, Manuel Hidalgo Espinoza ho 47 anni, i miei genitori sono indigeni tzotziles, nativi e membri della comunità indigena Casa del Pueblo. Sono perseguitato da anni, dai corpi di polizia e dalle guardias blancas. Sono un attivista sociale. Ventitre anni fa incominciai a partecipare alla
lotta della mia comunità per recuperare le nostre terre che erano state prese
dai latifondisti. Sono stato incarcerato in due occasioni e nell'84 sono stato adottato da Amnesty International come prigioniero di coscienza".
Come da lui stesso ricordato in almeno due occasioni è stato in carcere, accusato
di reati derivanti dalla sua lotta per la terra.
Nel 1984 Amnesty International lo aveva dichiarato prigioniero politico e ne aveva seguito il caso. Nonostante
tutto, le autorità messicane, ancora adesso che non c’è più, continuano a prendersela
con lui dicendo che era un latitante, un delinquente. Per infangare la sua lotta
è stato addirittura segnalato, senza prove concrete, come responsabile dell'uccisione
di otto persone, nell'aprile del 2000 nel podere Multajiltic.
Il feretro del leader è stato portato quasi in trionfo dai suoi compagni. Una
folla di campesinos vestiti a lutto, disperati e con le lacrime agli occhi, scandiva slogan conto
il governo ed i latifondisti, ritenuti i colpevoli dell’omicidio del loro compagno.
Alcuni di loro non si sono risparmiati a commentare l’accaduto: "Non è un fatto
isolato", hanno detto, "cercando di ridicolizzare la sua morte dicendo che è morto
sotto l'influsso dell'alcool e travestito perché andava ad una festa di carnevale".
Hidalgo Espinoza lascia la moglie Rosa e sei figli.
I dati. Secondo le varie organizzazioni di campesinos del Chiapas, il governo statale
messicano negli ultimi anni ha intrapreso una grande campagna di persecuzione
e di minacce contro vari dirigenti dell’Organizzazione campesina Emiliano Zapata,
l’Ocez. Negli ultimi trent’anni sono oltre cinquanta i dirigenti, gli attivisti
contadini, che sono stati uccisi in circostanze misteriose.
Gli abitanti di Venustiano Carranza, il comune dove è avvenuto l’assassinio,
hanno fatto sapere che resteranno in allerta per il timore di nuovi episodi violenti,
ed hanno convocato tutti i comuneros, gli abitanti della zona, a riunirsi alla Casa del Pueblo.