02/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



'Se apriamo i confini vengono tutti a Cairo. Siamo 28 milioni: non c'è spazio anche per loro'

Michaela De Marco

Il Cairo. Settimo giorno sotto le bombe per Gaza. Il canale panarabo Al-Jazeera parla di emergenza sanitaria: i già carenti ospedali della Striscia hanno terminato le loro scorte di medicine, garze, suture, insomma, tutto ciò che è necessario per il primo soccorso. Inoltre, il 50 percento delle ambulanze, a causa dell'assedio, non funziona per mancanza di elettricità e di pezzi di ricambio. Ma il ministro degli esteri israeliano Livni tranquillizza: "Non c'è alcuna emergenza umanitaria", giustificando così, nel silenzio "diplomatico" di Sarkozy, la sua non accettazione della tregua proposta. Domenica l'Unione Europea si recherà in missione in Medioriente per ottenere un cessate il fuoco. Fino a domenica resterà a guardare, in buona compagnia: anche i paesi arabi restano assorti davanti allo show sionista, dicono qualcosa, ma non fanno niente.

Il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Aboul-Gheit, ha dichiarato domenica che il "suo" Paese sta compiendo degli sforzi per controllare la situazione dei Territori Occupati, in una settimana, dichiara: "Ci sono stati almeno due incontri con il presidente Muhammad Hosni Mubarak per discutere della questione", e ha infine rinnovato il suo rigetto nei confronti dei bombardamenti al cospetto dell'ambasciatore israeliano in Egitto, inoltre da sabato il governo mantiene i confini aperti per permettere agli abitanti di Gaza di fuggire. "Gli israeliani vogliono questo: che gli abitanti di Gaza fuggano in Egitto, così loro si prendono la terra" afferma un mio studente, e tutti si dicono d'accordo con lui. Quando dico "tutti", mi riferisco a quelli che seguono la questione in televisione e si pongono delle domande: la minoranza. Gli altri non sanno nulla di quello che sta succedendo: "Non ho il tempo di guardare la televisione, lavoro tutto il giorno... perché? Ah si! Ho sentito che Israele si prepara ad invadere Gaza, niente di nuovo, ma a me non importa, sono fatti loro, mi spiace... ma anche gli egiziani hanno un sacco di problemi, non possiamo risolvere pure i problemi degli altri. Se apriamo i confini vengono tutti a Cairo. Siamo ventotto milioni: non c'è spazio anche per loro. Già siamo invasi dagli iracheni!". In Egitto il rumore incessante delle strade sempre ipertrafficate e la nube tossica dei gas di scarico seppelliscono le cattive notizie e intorpidiscono le menti.

Qualcuno però protesta: l'organizzazione islamista illegale dei Fratelli Musulmani negli ultimi giorni ha organizzato diverse manifestazioni pacifiche, puntualmente represse dalle autorità. Duecento personaggi di spicco della Fratellanza sono stati arrestati, e altri manifestanti son stati duramente colpiti dai manganelli delle forze di "sicurezza". Molti protestano contro l'occultamento delle notizie: "Si dice che Hamas blocchi l'entrata dei rifornimenti dall'Egitto, può darsi, forse lo fa per esasperare la situazione a suo vantaggio. Io so solo che i rifornimenti, almeno i nostri, non sono nemmeno arrivati a destinazione, e sono rimasti bloccati davanti al sindacato dei medici del Cairo!", si sfoga un manifestante, membro del partito islamista Al-Amal.

Intanto l'Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani (EOHR) mercoledì ha tenuto una conferenza e ha emanato un'appello firmato da diverse organizzazioni egiziane per i diritti umani. Il documento definisce l'attacco israeliano "un crimine contro l'umanità, una flagrante violazione del diritto internazionale e della quarta Convenzione di Ginevra, quella del 1949, firmata anche dal governo israeliano". Attraverso l'appello l'EOHR chiede che la Lega Araba cristallizzi la sua posizione, rafforzi la sua condanna contro Israele e prenda misure concrete per indurre il governo israeliano a cessare le sue azioni contro la popolazione palestinese. Anche l'intera comunità internazionale è chiamata a un'azione immediata per porre fine alle azioni israliane e gli Stati Uniti sono invitati ad abbandonare il loro appoggio incondizionato allo stato ebraico. Un appello è stato rivolto anche al governo egiziano, affinchè invii ulteriori aiuti umanitari alla popolazione palestinese.

Parole chiave: egitto, gaza
Categoria: Guerra
Luogo: Egitto