02/01/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Viaggio tra i bambini dei quartieri poveri di Panciu, città rumena della Vrancea

Fernando osserva la strada attraverso il vetro dell'autobus e lo sguardo attento non nasconde il sorriso stupito: ha 4 anni e per la prima volta in vita sua mette il naso fuori da Panciu, realtà di meno di 10mila abitanti nella Vrancea centro orientale, la zona probabilmente più povera di Romania. E Fernando la povertà la conosce bene: vive a Valle Brazi, uno dei quartieri rom del paese, appena fuori dal centro, dove la situazione abitativa e quella sanitaria sono decisamente precarie; ha tre fratelli, Viorel, Vasile e Romeo, mamma e papà sono decisamente poco presenti, spesso fuori casa per lavorare occasionalmente nei campi, troppo spesso ubriachi quando invece si trovano fra le 4, spoglie, mura domestiche.

L'inverno a Valle Brazi è decisamente rigido, la casa di Fernando come quasi tutte le atre, ha le finestre rotte e il tetto che lascia filtrare acqua; inoltre il sistema idrico e fognario lasciano decisamente a desiderare, con la conseguenza che dopo un'ora di pioggia, come stamattina, la Valle fatta di sentieri fangosi e non certo di strade asfaltate diventa un immensa piscina melmosa che i bambini devono attraversare per recarsi in paese. E' domenica mattina, piove nonostante le previsioni ottimistiche "del Mazzini" diano soleggiato "fino al 10 marzo, vedrai che la primavera è arrivata!"; il centro "Pinochio", sede dell' associazione Rom Pentru Rom a Panciu, che accoglie giornalmente trenta - quaranta bambini e ragazzi, sia romeni che rom, si è riempito già alle otto: oggi è prevista gita a Goleşti, presso il Centro di Accoglienza per ragazzi con disturbi mentali e sieropositivi; è la seconda gita nella storia dell' associazione, a pochi mesi di distanza dalla prima. "Domna" Daniela, la maestra romena che da quasi un anno collabora con l' associazione, è un po' nervosa: sa quanto è stato difficile convincere le famiglie dei bambini, in particolare quelle rom, meno tolleranti e più intimorite da certe problematiche, a lasciare i propri figli liberi di aggregarsi al gruppo in partenza; Vasile si aggira coi suoi modi bruschi e gli occhi buoni per il campo, urlando ai ragazzi frasi aspre in romeno, ottenendo l' effetto di far muovere tutti in modo frenetico: solo io e "il Mazzini" possiamo apprezzare l' occhiolino divertito di Vasile che ci fa capire quanto in realtà gli piaccia giocare a fare il poliziotto cattivo, lui così capace di gesti gentili, specialmente quando ci sono dei ragazzini di mezzo.

Vasile è uno dei 4 romeni, tra cui 3 rom, che lavorano all' associazione, ed è il tuttofare del centro: non a caso tutti lo chiamano "Maestro", perché sa far tutto, dal falegname al piastrellaio, dal cuoco all' arbitro di calcetto. La gita prevede due musei, uno di scienze naturali, dove l' orso richiama l'attenzione dei bambini con la sua mole gigantesca, e uno di ricostruzione storica di case romene, che cattura l' attenzione dei bimbi per tutto il tempo della visita, fatto più unico che raro con personalità così vivaci. La tappa al Centro di Accoglienza di Goleşti è la più impegnativa, i ragazzi del centro sono sieropositivi e hanno forti disturbi mentali e fisici, sappiamo che i bambini e i ragazzi in visita potrebbero anche reagire male, ma l'invito del Centro è stato talmente sentito e stimolante che il tentativo era necessario; Elena, Rita e Iomelia hanno studiato le due ore da passare insieme preparando attività di lavoro che bambini e ospiti del centro condivideranno, come la preparazione di addobbi natalizi con carta, matite e colla in vista dell' arrivo di Moş Crăciun, il Babbo Natale di qui.

Tra gli ospiti del Centro Mariela è una delle più amichevoli, parla e ride con una vitalità che non ti aspetteresti, tanto che Michaela, normalmente la meno concentrata tra le bimbe del Centro Pinochio, si ritrova a tagliare e incollare ghirlande e dipingere piccole scarpette con un entusiasmo contagioso.
Michaela è un altro caso molto particolare che si presenta giornalmente ai volontari della Rom pentru Rom: ha 13 anni e passa buona parte del suo tempo in strada a elemosinare; è rom e come tale spesso viene emarginata, a scuola ma anche dai propri coetanei; accadeva spesso anche quando ha iniziato a frequentare il Centro "Pinochio", motivo per cui all' inizio era spesso silenziosa e introversa; vedere ora come ride e scherza provoca in tutti enorme soddisfazione e la sensazione che anche le situazioni più complicate possono cambiare quando ci si mette passione e impegno. Fernando invece è un ciclone con i suoi pantaloni militari e il suo maglione natalizio, si aggira tra gli ospiti del Centro di Goleşti con un misto di curiosità, attenzione e divertimento: dall' alto del suo metro scarso di altezza alterna sguardi di una dolcezza disarmante a occhiate torve da piccolo gangster. Vasile lo ha preso sotto la sua ala protettiva: ha passato tutto il giorno a coccolarlo e portarlo con se; lo abbandonerà soltanto sul pullman, durante il viaggio di ritorno, per raggiungere i ragazzi più grandi, i più esagitati, in fondo all' autobus, da dove dimostrerà di avere anche ottime doti di capocoro, dirigendo un' improvvisata orchestra in evoluzioni canore che provocano risate a tutti i passeggeri e un grosso mal di testa al povero autista.

La giornata di oggi può chiudersi con un bilancio decisamente positivo: non soltanto l' incontro al Centro di Goleşti ha visto un inaspettato spirito collaborativo tra bambini e ospiti del Centro, ma l' idea che i vari Michaela e Fernando abbiano evitato di passare una giornata in strada ad elemosinare, uscendo per la prima volta dalla realtà di Panciu e facendo un'esperienza di vita che gli rimarrà impressa per molto tempo aiuta a scacciare il pensiero che forse domani la vita ricomincerà nella sua normale e triste routine.
Forse la giornata di oggi non è la soluzione ai problemi di questa realtà, ma almeno aiuta a non perdere la speranza e ad avere un po' più fiducia in un cambiamento magari lento, ma non impossibile, e l' urlo di Fernando appena entrato in casa "Papà papà ho visto l' orso!" merita di certo un brindisi con vin fiert, il vino caldo speziato che è la specialità del maestro Vasile.

Sergio Dalla Ca' di Dio

Parole chiave: romania
Luogo: Romania