29/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il commento di Adam Keller, leader del gruppo pacifista israeliano Gush Shalom

 

"Sia che siate sostenitori dell'assalto a Gaza che non, avete il dovere di ricordare al governo che ci sono delle linee rosse che non possono essere superate. Tra queste una delle più importanti è che un'istituzione accademica non può diventare un obiettivo militare". Così l'appello lanciato lunedì dall'organizzazione pacifista israeliana, Gush Shalom, che ha invitato tutti gli studenti israeliani, di sinistra e di destra, a protestare contro il bombardamento che lunedì mattina ha colpito l'università islamica di Gaza.

Adam Keller"L'appello era rivolto a tutti gli studenti, anche quelli favorevoli all'operazione militare contro Gaza. Ma onestamente non ci aspettiamo che parteciperanno" racconta a PeaceReporter il leader di Gush Shalom, Adam Keller. "È stato soprattutto un gesto simbolico per sottolineare la gravità politica del fatto" prosegue Keller. "Cerchiamo in qualche modo di contrastare la propaganda del governo che in queste ore è particolarmente attiva. La televisione israeliana sta insistendo con grande enfasi sulla sofferenza della popolazione del sud di Israele e sul pericolo dei razzi sparati dai miliziani palestinesi. Non è che dicano cose false, semplicemente prestano un'attenzione spropositata alle storie, alle lacrime e al dolore delle vittime israeliane dei razzi. È una cronaca sincera di quel che accade tra Sderot, Ashkelon e Ashdod, ma il punto è che lo stesso non accade con le vittime palestinesi, che vengono implicitamente tacciate di essere terroristi. Il risultato è che nella mente degli spettatori si consolida la convinzione che la morte di un israeliano sia più grave di quella di centinaia di palestinesi".

Scontri davanti all'università di Tel Aviv"Sabato c'erano state altre proteste in Galilea, organizzate dai partiti arabi-israeliani, in coordinamento con i gruppi pacifisti israeliani. Una collaborazione che proseguirà anche nei prossimi giorni, in particolare nella grossa manifestazione che stiamo organizzando per sabato prossimo". Secondo Keller, la maggioranza della popolazione israeliana è per ora favorevole all'attacco di questi giorni, e lo sarebbe anche rispetto all'ipotesi di un invasione di terra. "È un fatto comune in Israele, anche se mi pare che il sostegno sia inferiore che in passato, ad esempio rispetto alla guerra in Libano del 2006". Rispetto all'invasione via terra, invece, tutto dipende da quante saranno le perdite: "Un simile attacco sarebbe molto pericoloso per i soldati israeliani – spiega ancora Keller – è dunque probabile che il sostegno all'operazione decresca nel momento in cui l'esercito iniziasse a riportare perdite. Se invece l'operazione terrestre fosse di portata limitata, non credo che la popolazione israeliana protesterebbe".

Adam Keller punta anche l'attenzione sul legame tra le operazioni militari degli ultimi tre giorni e le prossime elezioni politiche in Israele. La ministro degli Esteri Tzipi Livni e quello della Difesa, Ehud Barak, due tra i principali candidati, stanno avendo in questi giorni una notevole ribalta mediatica, un'esposizione che li potrebbe avvantaggiare o, in caso di esito negativo, condannare alla sconfitta. "Ci sono diversi sospetti che Barak, che non era accreditato per raggiungere un buon risultato elettorale, stia tentando di recuperare punti mostrando il pugno di ferro in questa operazone. Lui pubblicamente nega che quello sia il suo scopo, ma io resto convinto che le cose stiano così". "Anche la Livni è impegnata nello stesso tipo di manovre, lei e Barak sono avversari tra loro e della destra di Netanyahu. Entrambi sono convinti di sottrarre voti al Likud esibendo una politica agressiva, ma credo che si sbaglino di grosso".

Lunedì pomeriggio davanti all'università di Tel Aviv c'erano circa 300 persone, un gruppo sparuto rispetto alle altre proteste nel mondo, ma non così minimo per lo standard israeliano. La manifestazione, però, è stata turbata da scontri con attivisti di destra e polizia.

Naoki Tomasini

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