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Nonostante i continui appelli dei leader mondiali, gli ultimi sono venuti dalla Cina e dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, anche questa mattina gli aerei israeliani hanno attaccato la Striscia di Gaza.
Sono state colpite una sede del ministero dell'Interno del governo di Hamas e anche l'università islamica di Gaza, ma almeno per ora non ci sono notizie di nuove vittime. Nelle ore precedenti i caccia israeliani avevano colpito decine di volte il nord della Striscia, in particolare l'affollatissima area di Jabalya, causando la morte di sette palestinesi, tra cui quattro bambine comprese tra uno e 12 anni. Il bilancio degli scorsi due giorni rimane in approssimativo, ma secondo fonti di Hamas le vittime sono state 310 e i feriti 1420. Fonti di Hamas hanno anche fatto trapelare ai media che negli attacchi sarebbe rimasto ferito anche il caporale Gilad Shalit, nelle mani del movimento islamico dal giugno 2006.
Nella serata di ieri si segnalano anche duri scontri in Israele, nel nord della Galilea, tra arabi israeliani e polizia locale, incidenti che sono scoppiati durante una protesta contro il massacro nella Striscia di Gaza. Dal territorio sotto attacco, nel frattempo, Hamas alza il tono delle minacce e promette attacchi contro esponenti del governo israeliano, primi tra tutti il ministro degli Esteri Tzipi Livni e quello della Difesa Ehud Barak, ma anche contro l'Autorità Palestinese di Abu Mazen e l'Egitto, accusati di avere “cospirato” contro di loro. Prosegue intanto anche il lancio di razzi palestinesi verso il territorio israeliano, questa notte alcuni Qassam hanno raggiunto la città di Ashqelon, dove hanno ucciso una persona e ne hanno ferite altre sette.