24/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Salta anche la messa di mezzanotte per protesta contro assedio israeliano

 

La comunità cristiana della Striscia di Gaza è abituata alle difficoltà e alle festività Natalizie vissute in condizioni difficili, ma quest'anno, dopo la fine della tregua tra Hamas e Israele, la situazione rischia di essere peggiore che in passato. Così, con una decisione clamorosa, le celebrazioni del 25 dicembre sono state annullate.

Non verrà celebrata nemmeno la tradizionale messa di mezzanotte, lo ha annunciato oggi padre Manuel Musallam, unico parroco cattolico della Striscia di Gaza, spiegando che la dolorosa decisione è stata presa per protestare contro l'assedio israeliano di Gaza e le minacce di invasione. La protesta riguarda anche le restrizioni poste da Israele ai pellegrini che intendevano recarsi a Betlemme, in Cisgiordania. Secondo l'agenzia cinese Xinuha, su 800 cristiani della Striscia che hanno chiesto il permesso di recarsi in visita alla città natale di Gesù, solo 280 sono stati autorizzati dalle autorità israeliane che controllano i luoghi di culto nell'area, abitata in grande maggioranza da arabi. “È stato deciso di annullare la preghiera della mezzanotte di Natale a Gaza anche per protestare contro la decisione di Israele di non autorizzare i cristiani di Gaza ad andare a Betlemme”, ha dichiarato Musallam, che ha invitato la comunità cristiana a riunirsi nella scuola della Sacra Famiglia, dove si terrà a una messa silenziosa. A Gaza vivono circa quattromila cristiani, la maggior parte dei quali appartiene alla Chiesa greco-ortodossa.