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Alexander Bastrykin, capo della commissione d'inchiesta dell'ufficio del Procuratore generale russo, incaricata di indagare sulle responsabilità della guerra in Georgia, ha reso noto il bilancio ufficiale delle vittime militari: 48 soldati russi, tra cui 10 peacekeeper (più due dispersi). Altri 157 militari sono rimasti feriti. Per quanto riguarda i civili, il numero di sud-osseti uccisi ammonta - stando ai dati dell'indagine - a 167, ma Bastrykin ha parlato di oltre 5 mila 'vittime' coinvolte nel conflitto dell'agosto scorso. Un 'genocidio', secondo le autorità russe, parola che l'ex segretario del Consiglio nazionale di sicurezza georgiano ha nettamente respinto: "Mosca sta raccontando bugie a tutto il mondo riguardo alle migliaia di civili uccisi dall'esercito georgiano in Ossezia del sud". E' stato lo stesso Bastrykin, per conto della Procura generale russa che ha indagato sugli eventi, a presentare il rapporto della commissione, intitolato "La tragedia osseta: il libro bianco dei crimini contro l'Ossezia del sud", nel quale, oltre al bilancio di morti e feriti, sono contenute valutazioni relative all'operato del governo georgiano, che avrebbe preparato il blitz militare da mesi anche con l'aiuto di mercernari stranieri. "Secondo gli investigatori russi, mercenari ucraini, statunitensi e turchi hanno preso parte all'operazione militare nell'Ossezia del sud insieme alle truppe georgiane. Abbiamo anche raccolto informazioni da parte di testimoni locali e prigionieri di guerra georgiani, che confermano la presenza di mercenari". Il rapporto, ha annunciato Bastrykin, verrà presto tradotto in inglese e pubblicato all'estero.