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Voto storico nel Paese musulmano piu' popoloso al mondo (210 milioni di
abitanti). Si sono tenute oggi in Indonesia le prime elezioni
presidenziali a suffragio diretto dalla fine della dittatura di Suharto
(1964 - '98). Finora era un'assemblea legislativa a indicare il capo di
Stato. Gli elettori di 14mila isole, circa 154milioni, sono stati
chiamati a scegliere il nuovo presidente. Candidato favorito sarebbe il
generale in pensione Susilo Bambang Yudhoyono, artefice della riforma
delle Forze armate dopo la caduta di Suharto. Yudhoyono, 54 anni,
avrebbe infatto attirato molti voti dei delusi dell'attuale presidente
Megawati Sukarnoputri. La figlia dell'ex presidente Sukarno, fautore
dell'indipendenza, non sarebbe riuscita a far fronte a corruzione,
disoccupazione e violenza che affliggono il Paese.
Come si legge sul quotidiano indonesiano The Jakarta Post, non è detto
che il nuovo presidente sarà il candidato del partito vincitore nelle
elezioni legislative tenutesi lo scorso 5 aprile, ovvero il Golkar
dell'anziano despota Suharto. "Gli analisti politici dicono che e'
difficile far rientrare oggi l'elettorato in categorie precise", scrive
il The Jakarta Post. "Le intenzioni della popolazione - spiega uno
studioso locale - sono molto diverse da quelle dell'élite politica". A
contendere la presidenza al navigato Yudhoyono, ci sono l'ex braccio
destro di Suharto ed esponente del Golkar, il generale Wiranto accusato
di crimini contro l'umanita' a Timor Est, e la Sukarnoputri. Altri due
candidati minori hanno meno possibilità di emergere: Amien Rais, capo
della Commissione legislativa e Hamzah Haz, attuale vicepresidente.
La forte influenza dei militari sulla vita politica ed economica, e' un
tratto tipico dell'Indonesia come di altri Paesi asiatici, tra cui la
Thailandia. Yudhoyono è un outsider che ha concorso alle parlamentari
con un nuovo partito (il Democratic Party) ottenendo un risultato
eccellente, il 7,5 per cento dei voti. Dopo il '98 è stato artefice di
una cauta transizione che ha consentito agli esponenti dell'Esercito di
conservare alcune prerogative concesse loro al tempo di Suharto.
I risultati delle presidenziali dovrebbero essere resi noti tra dieci
giorni, intanto 500 osservatori stranieri - tra cui l'ex presidente
degli Stati Uniti Jimmy Carter - controllano l'andamento dello spoglio.
Oltre 180 mila poliziotti, in un Arcipelago afflitto da diversi
conflitti (in Aceh, nella Nuova Guinea e nelle Molucche), vigilano sui
seggi. Secondo fonti locali finora non si sarebbero verificati
incidenti.