26/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Nelle antiche Isole delle Spezie sono tornati gli scontri interreligiosi

Scontri 200 case bruciate, vetri in frantumi. Uomini armati di macete per le strade e sulla spiaggia decine di soldati e paramilitari venuti a ristabilire l’ordine da Giacarta, la capitale. Nelle Molucche, isole all’estremità orientale dell’Indonesia, da domenica scorsa lo scenario è tornato a essere quello di cinque anni fa: qui tra il 1999 e il 2002 scoppiò un conflitto fra la comunità musulmana e quella cristiana in cui morirono circa 5mila persone. Poi, nel febbraio 2002, le due parti firmarono un accordo di pace, ma la situazione da allora è rimasta tesa, in bilico tra la riconciliazione e la più spietata delle guerre civili.

Gli ultimi scontri sono di due giorni fa, quando gruppi separatisti cristiani hanno sfilato per il capoluogo Ambon, celebrando il 54° anniversario della Repubblica delle Molucche del Sud, mai riconosciuta dal governo centrale indonesiano. I cristiani da una parte e i musulmani dall’altra hanno iniziato a lanciarsi pietre e insulti. Secondo i medici e gli infermieri addetti ai soccorsi, finora i morti sarebbero 22 e i feriti più di cento. “Le persone colpite in modo grave sono 121”, ha dichiarato il capo della polizia locale, il generale Bambang Sutrisno. Le violenze sarebbero state accese proprio dalle autorità di sicurezza che hanno arrestato, e rilasciato poco dopo, alcune persone che avevano tentato di issare la bandiera del South Maluku Movement (Movimento delle Molucche del sud).

Rivai Ambon, direttore dell’ospedale Al Fatah, dice: “Quindici persone sono morte nel nostro ospedale tra domenica e lunedì. Altre 60 sono state ricoverate”. Anche a Tikauli, un operatore della Croce Rossa indonesiana, si è presentata una scena di morte: “Ho visto i corpi senza vita di cinque persone”. In un altro ospedale, l’Haulussy, un’infermiera aggiunge che nella giornata di lunedì non ci sono stati altri decessi. “Gli abitanti di Ambon – scrive il Jakarta Post il 26 aprile 2003 – affermano che la città è più tranquilla. Sono terminati gli spari e le esplosioni che all’alba avevano colpito Ambon a intermittenza”. Intanto sono stati distrutti un grande hotel, una chiesa e la sede della missione Onu. L'Università Cristiana Indonesiana è stata bruciata. Le autorità locali e gli ufficiali delle Nazioni Unite stavano lavorando insieme al processo di pace e lo stato d’emergenza era stato sospeso nel settembre 2003.

Da Jakarta oltre a 200 uomini delle forze di sicurezza, starebbero arrivando anche gli aiuti umanitari. A confermarlo è il ministro della Salute: “Abbiamo inviato 16 medici e rifornimenti di medicinali. L’assistenza medica lascia a desiderare nella regione, perché il governo centrale smise di inviare gruppi di medici a partire dalla seconda metà del 2003”. La presidente Megawati Sukarnoputri, invece, in piena campagna elettorale, arriverà nella zona tra qualche ora per tenere un discorso in televisione.

E’ un impiegato dell’Onu a confermare che “le condizioni nella provincia sono le stesse dell’inizio del conflitto”. Nelle Molucche vige una sorta di apartheid, ovvero una separazione netta tra popolazioni cristiane e musulmane. E l’invio di rinforzi militari, secondo alcune fonti, sarebbe ancora insufficiente: “Penso che la situazione potrebbe peggiorare. I cristiani non possono difendersi e le forze di sicurezza sono troppo deboli”, dice un esponente della fazione cristiana.

Il periodo più cruento del conflitto fu tra il 2000 e il 2002. Così lo ricorda una giovane italiana che al tempo lavorava in una guest house: “Ci avvisarono che gruppi di armati stavano arrivando nel villaggio. Fummo costretti a fuggire nella notte. Di corsa, siamo arrivati su una spiaggia e da lì siamo scappati. Il giorno prima mi trovavo in un mercato che poco dopo venne completamente distrutto”.

Le tensioni intercomunitarie nelle Molucche emersero già negli anni ‘70. Allora i cristiani cominciarono a sentirsi minacciati dall’influsso crescente dei musulmani. Oggi questi ultimi continuano ad accusare che i cristiani, per esempio, ottengono i lavori migliori. Nell’Arcipelago l’85 per cento della popolazione è di fede musulmana, ma nelle Molucche, ex colonia olandese conosciuta anche come “Isole delle Spezie”, i cristiani costituiscono almeno la metà degli abitanti. Il governo, di fatto, si è schierato a favore delle fazioni musulmane.

Francesca Lancini


 

Categoria: Guerra
Luogo: Indonesia