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Prosegue la protesta ad Atene dove oggi i manifestanti hanno appeso degli striscioni al Partenone che chiamano alla "resistenza" tutta Europa.
Circa una decina di dimostranti hanno innalzato sulle mura dell'antica acropoli due enormi striscioni, che portavano scritta la parola "Resistenza" in quattro lingue, greca, inglese, italiana e tedesca, e che invitavano tutta Europa a scendere in piazza giovedì prossimo. Per quel giorno sono già programmate altre manifestazioni degli studenti nella capitale e a Salonicco, la seconda città del Paese. Oggi è invece previsto che gli studenti sfilino davanti alla corte principale di Atene per chiedere la liberazione dei trecento giovani, che sono stati arrestati dall'inizio delle proteste.
Dal 6 dicembre, quando sono incominciati gli scontri, in seguito all'uccisione del giovane Alexandros Grigoropoulos, per mano di due poliziotti, la rivolta ha causato molti danni nelle città, ma nessun ferito. Nel corso del tempo però la protesta ha cambiato carattere. Martedì un gruppo di giovani è riuscito ad entrare negli studi della radio e della tv di stato, ad interrompere un messaggio del primo ministro, Costas Karamanlis, e a leggerne uno proprio contro il governo conservatore. Allo stesso modo sono riusciti a leggere dei comunicati ai microfoni di tre radio locali, a Salonicco. La svolta mediatica è solo l'ultimo motivo di imbarazzo per Karamanlis, che non vuole dimettersi e che viene accusato dall'opposizione di non saper gestire la crisi.
Ieri, a Salonicco, la notizia di otto poliziotti condannati, per aver abusato di uno studente nella repressione di una manifestazione tenutasi due anni fa, aveva causato una nuova ondata di proteste, che la polizia ha represso intervendo con i gas lacrimogeni.