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Decine di agricoltori sono scesi in strada con i loro trattori per manifestare contro l'occupazione delle loro campagne da parte di alcuni gruppi di contadini sprovvisti di proprietà terriera.
Alla manifestazione di oggi han preso parte organizzazioni di agricoltori e allevatori appartenenti a tredici regioni del Paese. I piccoli e grandi proprietari terrieri, insieme ai coltivatori di soia, hanno parcheggiato i propri veicoli al centro delle strade, bloccando il traffico. Manifestazioni simili in Paraguay non sono certo una novità; questa però è la prima volta che la protesta chiede la fine dell'occupazione delle proprietà terriere. "L'unica cosa che vuole la gente è poter lavorare in pace", ha dichiarato Héctor Cristaldo, presidente dell'Unione delle Corporazioni Produttive (Ugp), di cui fanno parte tutte le organizzazioni che hanno partecipato alla mobilitazione. "Non si tratta di una manifestazione contro il presidente Fernando Lugo", ha specificato Claudia Ruser, la dirigente dell'Associazione dei Produttori di Soia (Aps): "Chiediamo sicurezza e lavoro per tutti, per poter costruire un Paraguay pacifico, moderno, senza fraintendimenti e violenze". I punti di maggiore concentrazione dei manifestanti si trovano nel dipartimento dell'Alto Paranà, alla frontiera con il Brasile, e nel dipartimento di Itapùa, al confine con l'Argentina, le regioni agricole più redditizie del Paese. I manifestanti protestano contro le continue minacce di invasione delle proprietà terriere da parte dei gruppi di 'sin tierra', che da svariati mesi si sono accampati nei pressi delle campagne agricole, principalmente di proprietà di produttori brasiliani. Il movimento dei 'sin tierra' manifesta contro la meccanizzazione del processo di coltivazione della soia e chiede una riforma agricola.