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Per la prima volta in 60 anni Cina e Taiwan hanno istituito collegamenti aerei e via mare quotidiani diretti tra i due Paesi. Nel corso di una visita del principale negoziatore cinese a Taiwan, i due Paesi hanno deciso di eliminare le restrizioni commerciali e turistiche nel tratto di mare che li separa, lungo solo 160 chilometri.
A causa delle difficili relazioni politiche, fino a pochi mesi fa voli e collegamenti via nave dovevano sostare in un aeroporto o in un porto terzo (Hong Kong e Macao per gli aerei, Corea, Giappone e Hong Kong per le navi). E' stato dopo l'elezione di Maying-jeou alla presidenza di Taiwan che si è potuti arrivare a un parziale ripristino dei collegamenti, che avvenivano solo nei fine-settimana. L'accordo fra Pechino e Taipei prvede 108 voli settimanali e, secondo il ministero dei Trasporti di Taiwan, tali collegamenti permetteranno un risparmio annuo di 3 miliardi di dollari taiwanesi (70 milioni di euro) per le compagnie aeree e per i passeggeri, circa 35 milioni di euro per le compagnie di navigazione. A differenza del suo predecessore, Chen Shui-bian, il presidente Ma non rivendica l'indipendenza per Taiwan, e ha preferito adottare un approccio moderato con Pechino, al fine di migliorare le relazioni politiche e commerciali, specialmente in un periodo di crisi globale. La Cina ha sempre rifiutato d negoziare con Chen Shui-bian, convinto indipendentista, poichè Pechino continua a considerare l'isola suo territorio. Lo scorso mese si sono tenute violente proteste nel corso delle visite dei negoziatori cinesi. L'opposizione teme infatti che le politiche di Ma possano far avvicinare sempre più Taiwan alla Cina.
Quest'ultima continua a tenere puntati i propri missili contro Taiwan. Una risoluzione anti-secessione votata nel 2005 consente infatti l'uso della forza in caso di separazione di una regione dal territorio nazionale cinese. Indipendente di fatto dal '49 (un'indipendenza riconosciuta da 23 Stati), da quando Taiwan si è dotata di un parlamento democratico, è considerata da Pechino un'isola ribelle.
Luca Galassi