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Scritto per noi da
Matteo Fagotto
Il cerchio si stringe attorno a Joseph Kony, il leader dei ribelli ugandesi del Lord's Resistance Army. Ieri, per la prima volta, gli stati maggiori degli eserciti di Congo, Uganda e Sud Sudan hanno lanciato una pesante offensiva contro i campi ribelli situati nelle foreste presso Garamba, in territorio congolese. Per Kony, che ha disertato per due volte negli ultimi mesi la firma degli accordi di pace con il governo ugandese, potrebbe essere la resa dei conti.
Solo la settimana scorsa, dopo che per la seconda volta Kony aveva mandato a monte la cerimonia finale della firma, il presidente ugandese Yoweri Museveni aveva acconsentito a parlargli per telefono. Oggetto della conversazione, il mandato di cattura per crimini di guerra e contro l'umanità emesso dalla Corte Penale Internazionale dell'Aja, e che pende sulla testa di Kony. Evidentemente, la telefonata non ha portato i frutti sperati: nonostante negli accordi di pace sia prevista la possibilità di un'amnistia per parte degli effettivi del Lra, e il giudizio in Uganda invece che in Olanda per i leader del gruppo, Kony non si fida ad uscire dalla selva. Così, dopo due anni passati ad accordarsi con i ribelli su un processo di pace lunghissimo, il governo ugandese ha deciso di tornare a far parlare le armi.
Paradossalmente, ora il Lra non è neanche più un problema ugandese. Cacciati dal nord Uganda a causa delle ripetute offensive dell'esercito negli anni scorsi, i ribelli si sono attestati prima nel Sudan meridionale, e ora nel Congo orientale. Negli ultimi mesi, secondo quanto denunciato da fonti locali, Kony avrebbe ripreso le operazioni contro i civili, uccidendo
centinaia di persone e rapendo decine di bambini destinati a servire nel proprio esercito. I vertici del Lra, che sostengono di combattere proprio per i diritti dei civili Acholi, la popolazione che abita il nord dell'Uganda, hanno però respinto le accuse. La guerra, scoppiata nel lontano 1986, ha provocato decine di migliaia di vittime e devastato i distretti settentrionali del Paese, ripresisi sono negli ultimi anni grazie al ritorno di una relativa pace.
L'offensiva militare sarà efficace? Gli analisti militari sono scettici, perché Kony sarebbe esperto nelle tattiche di guerriglia e, in passato, avrebbe più volte messo in scacco le Forze Armate ugandesi, più numerose ma meno preparate a combattere nella foresta. E' anche vero però che, negli ultimi anni, le forze di Kony si erano assottigliate molto proprio a causa delle offensive dell'esercito, fino a contare poche centinaia di uomini. Ora, secondo quanto denunciato da Kampala, il gruppo ribelle si sarebbe riorganizzato, potendo contare su qualche migliaio di effettivi. Saranno abbastanza per reggere l'offensiva di tre eserciti, decisi a farla finita con uno dei ribelli più longevi della storia africana?
Matteo Fagotto