17/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Africa in prima fila nel processo lanciato dalla risoluzione Onu del 2007

Scritto per noi da
Michele Dotti

Togo e Burundi hanno deciso di abolire la pena di morte, confermando il ruolo centrale dei Paesi del continente africano nell'approvazione, da parte dell'Assemblea delle Nazioni Unite, della moratoria contro le esecuzioni capitali.

Assemblea OnuIncompatibile con la giustizia del Paese. La pena di morte in Togo non viene applicata da almeno 30 anni. Lo scorso 11 dicembre è stata diffusa una nota del governo al termine del Consiglio dei ministri, che ha approvato la cancellazione della pena capitale dall'ordinamento giudiziario nazionale "L'abolizione della pena di morte, considerata come una pena umiliante e degradante e crudele dalla comunità delle Nazioni rispettose dei diritti umani, si è imposta alla coscienza collettiva dei togolesi dopo trent'anni di moratoria" si legge nella nota diffusa dal Consiglio dei ministri di Lomé, nella quale la punizione viene giudicata "irrimediabile" e "incompatibile" con la scelta del Paese di dotarsi di "una giustizia che limiti gli errori giudiziari, corregga, educhi e garantisca i diritti inerenti la persona".

Il presidente del Burundi, NkurunzizaIl contributo della Comunità di Sant'Egidio. Più significativa, dal punto di vista politico e simbolico, l'abolizione della pena capitale da parte del Parlamento di Bujumbura, che ha approvato a fine novembre il nuovo codice penale. La novità più importante della riforma è sicuramente l'abolizione della pena di morte nel Paese e la sua trasformazione in ergastolo. "Tutti i prigionieri attualmente in carcere e condannati a morte avranno commutata la pena in ergastolo." Lo ha reso noto un comunicato della Comunità di Sant'Egidio, considerando questo fatto un segno positivo e di speranza per tutta la regione dei Grandi Laghi, proprio ora che è scossa da un nuovo conflitto nella Repubblica democratica del Congo. L'abolizione è avvenuta anche a seguito della partecipazione del ministro della Giustizia burundese agli Incontri contro la pena di morte organizzati dalla stessa Comunità di Sant' Egidio con i ministri della Giustizia africani in questi anni, di cui l'ultimo il 29 settembre 2008 a Roma.
Recepite le disposizioni del diritto internazionale anche contro la tortura e lo stupro. Ma vi sono anche altri elementi significativi che rendono questo voto storico e che vale la pena di sottolineare. Il nuovo codice, infatti, come ha spiegato il ministro della Giustizia Didace Kiganahe, accoglie le disposizioni del diritto internazionale in materia di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, e di reati che fino ad oggi non erano neppure contemplati come la tortura. Tra le altre novità la protezione giuridica accordata a donne e bambini contro ogni tipo di atti di violenza, specialmente domestica: in particolare il reato di stupro -non specificatamente menzionato nel vecchio codice- viene punito con una pena carceraria che va dai 20 anni di reclusione all'ergastolo.

Abolizione globale. Un altro importante passo verso l'abolizione della pena di morte nel mondo. Amnesty International sottolinea come l'evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre 30 anni si sia confermata anche nell'ultimo anno. Secondo Amnesty, dal 1976 ad oggi una media di tre nuovi Paesi ogni anno ha aggiunto il proprio nome alla lista dei paesi che hanno abolito la pena di morte. La maggioranza delle nazioni ha posto termine alla pena capitale nella legislazione o nella prassi. Ancora nel 1977 erano solo 16 i paesi che avevano abolito la pena di morte per tutti i reati, mentre oggi sono 135 i paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica, cioè oltre i due terzi degli stati del mondo. I paesi che mantengono in vigore la pena capitale sono 62 e il numero di quelli in cui le condanne a morte sono eseguite è ancora più basso, appena 24. L'anno scorso, l'88 percento delle esecuzioni e' stato registrato in soli cinque paesi: Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Stati Uniti. Come negli anni passati, dunque, la maggior parte delle condanne a morte è stata eseguita in una manciata di paesi, sempre più isolati e ormai non più in sintonia con la tendenza mondiale. Secondo i dati di Amnesty International, il numero delle esecuzioni nel mondo e' sceso negli ultimi due anni da 2148 a 1252. E il fatto che la risoluzione dell'ONU dello scorso dicembre per porre fine all'uso della pena di morte sia stata adottata con una così chiara maggioranza (104 voti a favore, 54 contrari e 29 astensioni) mostra che l'abolizione globale della pena di morte è possibile.

Parole chiave: burundi, pena di morte
Categoria: Diritti
Luogo: Burundi