11/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nell'ovest afgano, a due passi dall'Iran, sorgerà una grande base Nato, a comando italiano

Cartina“Espandere ad ovest la missione Nato in Afghanistan”. E’ questa la nuova parola d’ordine della missione Isaf-Enduring Freedom, che sostituisce la vecchia e ormai logora “Catturare Bin Laden”: una messa in scena a cui non credono più nemmeno gli stessi pochi soldati Usa rimasti sui monti afgani a dargli la caccia.

Alla conquista del west. Su impulso del Pentagono la Nato si lancia “alla conquista del west” afgano, ufficialmente per garantire al meglio la sicurezza delle elezioni parlamentari previste ad aprile o maggio. Una motivazione che suscita molte perplessità.
Non si capisce infatti perché la sicurezza delle elezioni dipenda dal controllo militare delle province occidentali, dove, secondo lo stesso comandante della missione Isaf in Afghanistan, generale Jean-Louis Py, “non ci sono particolari problemi di sicurezza”.
Sarebbe stato più logico puntare al controllo delle province meridionali, ancora in balìa della resistenza talebana e di leader tribali e religiosi che non riconoscono l’autorità di Kabul.

La moschea di Herat La grande base di Herat. Ma soprattutto lascia perplessi il fatto che questa “espansione ad ovest” si concretizzerà essenzialmente con la creazione di una grande base militare della Nato ad Herat, che fungerà da quartiere generale della missione Isaf in Afghanistan. La base, che sarà terminata a maggio (quindi forse addirittura dopo le elezioni), ospiterà almeno diecimila uomini e una grande quantità di mezzi e materiali logistici Nato e, ovviamente, Usa.
Il tutto a un centinaio di chilometri dal confine con l’Iran, prossimo probabile obiettivo nel mirino della Casa Bianca.
Forse sta qui la spiegazione di questa grande manovra: puntare una pistola alla tempia del regime di Teheran usando come copertura la scusa dell’estensione della missione Nato in Afghanistan.
Una manovra rischiosa che si svolgerà sotto la guida di un singolo paese: l’Italia.

Soldati italiani in Afghanistan Tutto sotto comando italiano. “L’espansione ad ovest della missione Nato in Afghanistan si farà e l’Italia sarà lead nation, paese-guida, della base più importante, quella di Herat”, ha dichiarato ieri il ministro della Difesa italiana Antonio Martino, a margine del vertice Nato di Nizza.
In concreto, da marzo l’Italia assumerà il controllo della ‘squadra di ricostruzione provinciale’ (organo misto militare-civile) di Herat, attualmente guidata dagli Usa, e, soprattutto, da maggio avrà il comando della ‘base avanzata di supporto’ che verrà costruita all’aeroporto di Herat e che servirà (per ora…) a coordinare, sotto responsabilità italiana, il sostegno logistico alle squadre di ricostruzione delle province occidentali di Herat, Farah, Ghor e Badghis.
Insomma, il far west afgano diventerà un protettorato italiano sotto egida Nato, e la grande base di Herat sarà la sua roccaforte.
L’impegnativa richiesta era stata avanzata dai vertici Nato all’Italia lo scorso dicembre. Il 20 gennaio il ministro Martino ha riferito alla Commissione Difesa del Senato e il 31 gennaio l’accordo è stato raggiunto in un incontro a Bruxelles tra il ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini e il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer.
All’aeroporto di Herat i lavori per la costruzione della base sono già iniziati. Sotto la sorveglianza delle truppe italiane. 
 

Enrico Piovesana

Articoli correlati:
07/02/2005 Fuochi rosa: Ogni due giorni una donna afgana si dà fuoco per fuggire al suo destino
24/01/2005 La festa dei sacrifici: Kabul: non è facile rispettare le tradizioni dopo 25 anni di guerra
18/01/2005 Il pentolone afgano: Tagiki, uzbechi e hazara: tutti protestano contro il nuovo governo di Hamid Karzai
04/01/2005 Le figlie dell'oppio: Gli effetti collaterali del programma antidroga afgano
24/12/2004 Afghanistan, 24 dicembre 1979: Quando gli Stati Uniti combattevano la jihad: 25 anni fa l'invasione Urss
10/12/2004 Gandamak connection: Pagati 1,5 milioni di dollari per la liberazione dei tre ostaggi Onu rapiti a Kabul
30/11/2004 Fumi tossici: Storie di contadini afgani, vittime delle fumigazioni e dell'oppressione feudale
15/11/2004 Un testimone da eliminare: Rapito il cameraman afgano che filmò i massacri di Mazar del novembre 2001
11/11/2004 Talebani made in Usa: Sarebbero una creatura americana i talebani che hanno preso tre ostaggi Onu a Kabul
02/11/2004 Nostalgie talebane: In pellegrinaggio sulle tombe dei talebani, sperando nel loro ritorno al potere
30/10/2004 Tutto come previsto: Hamid Karzai ha vinto. Analisi e riflessioni su un voto costato 40 mila morti
16/10/2004 Alle origini di Abu Ghraib: In Afghanistan nel 2002 venivano sperimentate le tecniche applicate nel carcere iracheno
10/10/2004 Voto consapevole: Oggi è il giorno delle elezioni in Afghanistan, ma in pochi sanno come e chi eleggere
01/10/2004 Democrazia esportata: In un rapporto di Human Rights Watch le tensioni pre-elettorali in Afghanistan
25/09/2004 Quanti Jamal?: La storia di un soldato afgano di 18 anni torturato a morte dalle forze speciali Usa
22/09/2004 Digestivo “Bin Laden”: Le elezioni afgane si avvicinano e i talebani intensificano propaganda e attentati
22/06/2004 Torture segrete: Casi di torture inflitte ai prigionieri di guerra nelle carceri militari Usa
02/06/2004 L'oppio dei poveri: Un viaggio tra le piantagioni afgane di papaveri da oppio
22/05/2004 Il carcere della vergogna: Nella prigione di Shebergan, dove nessun giornalista era mai entrato prima
19/05/2004 Sul fronte afgano: Il racconto del terribile mestiere dello sminatore in Afghanistan
14/05/2004 Fortezze nel deserto: La millenaria Lashkargah, fondata dai turchi, culla dell'Islam afgano
13/05/2004 Torture afgane: Testimonianze dalla base Usa di Grishk
08/05/2004 Nella terra di Dostum: Un viaggio attraverso le province settentrionali dell’Afghanistan
04/05/2004 L'ombra lunga della guerra: In Afghanistan venticinque anni di guerra hanno portato il caos
04/05/2004 Welcome to Kabul: Viaggio nella capitale afghana, per capire la situazione del Paese "liberato"
09/03/2004 Il lager Usa di Bagram: Dal rapporto di Human Rights Watch
09/03/2004 Portando democrazia: La denuncia di Emergency sulla condizione dei prigionieri nel carcere di Shebargan
08/03/2004 Le eroine di Haji Bai Nazar: Due donne sfidano paura e tradizioni bonificando da sole il loro villaggio
08/03/2004 Donne d'Afghanistan: Da Mushkhail, Gardez e Herat tre storie di donne afgane
08/03/2004 La speranza si chiama Massouda: Una Don Chisciotte con il velo contro gli abusi sulle donne afgane
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità