13/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La musica zigana supera le barriere del campo rom e conquista Roma

Le immagini delle baracche, dei bambini che giocano nel fango conquistano facilmente le prime pagine. Soprattutto visto che la nuova amministrazione locale guidata dal sindaco Gianni Alemanno ha messo in cima alle priorità lo spostamento dei campi rom della Capitale.

Risultato: è già stata decretata la fine del Casilino 900 - il più grande e antico insediamento d'Europa dove vivono circa 650 persone - che sarà presto spostato. Dove? Da segnalare, per la qualità artistica e per l'approccio originale, il progetto di Cristina Barzi (in arte Gipsyliana), voce ipnotica e grande talento unito a una buona dose di ricerca e sperimentazione. La Barzi si è avvicinata dieci anni fa alla musica zigana dopo aver ascoltato l'artista slovacca Ida Kelarova e oggi guida "Officina Nomade", un gruppo composto da musicisti zigani e italiani: Marian Serban (cymbalom), Marin Isak Tanasache (contrabbasso a tre corde), Florian Albert Mihai (fisarmonica), Mitica Purcelan (sax), Paolo Rocca (clarinetto) e Luca Pagliani (chitarra). Artisti sconosciuti al grande pubblico, ma che hanno suonato con i più noti musicisti dell'Est Europa e non solo. Nel curriculum, anche la collaborazione con personaggi del calibro di Moni Ovadia, l'Orchestra di piazza Vittorio (anche nell'omonimo film di Agostino Ferrente) e Beppe Rosso.
Dopo un primo concerto lo scorso novembre, a gennaio il gruppo riprenderà il ciclo di appuntamenti al Felt Club, noto locale di San Lorenzo (quartiere universitario della Capitale). "Lo scopo di "Officina Nomade" è creare un punto di riferimento in città.

La Barzi si è avvicinata dieci anni fa alla musica zigana dopo aver ascoltato l'artista slovacca Ida Kelarova e oggi guida un gruppo composto da musicisti zigani e italiani: Marian Serban (cymbalom), Marin Isak Tanasache (contrabbasso a tre corde), Florian Albert Mihai (fisarmonica), Mitica Purcelan (sax), Paolo Rocca (clarinetto) e Luca Pagliani (chitarra). Artisti sconosciuti al grande pubblico, ma che hanno suonato con i più noti musicisti dell'Est Europa e non solo. Nel curriculum, anche la collaborazione con personaggi del calibro di Moni Ovadia, l'Orchestra di piazza Vittorio (anche nell'omonimo film di Agostino Ferrente) e Beppe Rosso. "Lo scopo di "Officina Nomade" è creare un punto di riferimento in città per chi ama la musica zigana e rom - spiega Gipsyliana che è anche l'ideatrice della manifestazione - espressioni della grandezza e saggezza di un popolo troppo spesso sottovalutato ed ignorato".Doine, czarde e sirbe, musica e canti zigani e rom, ritmi balcanici e orientaleggianti, tradizionali rumene e mitteleuropee. La rassegna darà modo di conoscere storie che spesso rimangono segrete e ascoltare musicisti pieni di talento e poesia che non conosciamo abbastanza.

 

Carlotta Salvatori

Parole chiave: officina nomade, gispy, rom
Luogo: Italia