12/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Bangkok si prepara ad avere un nuovo governo. Ma lo farà l'opposizione, grazie a decine di parlamentari che hanno cambiato sponda

Scritto per noi da
Alessandro Ursic

 

L'hanno già ribattezzata "riconciliazione nazionale", nel tentativo di riportare la normalità in un Paese che da tre anni è in sostanza in piena paralisi politica. Tradotto dal politichese, significa che la Thailandia si avvicina a un clamoroso "ribaltone", con l'ex opposizione pronta a formare un nuovo governo grazie a decine di deputati della maggioranza che hanno deciso di cambiare sponda, scaricando i fedelissimi dell'ex premier Thaksin Shinawatra. Il Parlamento si riunirà lunedì 15 dicembre per nominare il primo ministro. Ma dal suo esilio, Thaksin promette sorprese nel week-end.

Abhisit Vejjajiva, leader dei Democratici e probabile futuro premier thailandeseSe non ci saranno sorprese, il nuovo premier thailandese - il quinto in poco più di due anni - sarà il 44enne Abhisit Vejjajiva, leader dei Democratici. Il principale partito d'opposizione non ha avuto un ruolo nelle proteste degli ultimi quattro mesi, culminate con l'occupazione dei due aeroporti di Bangkok da parte dell'Alleanza del popolo per la democrazia (Pad), ma gode delle simpatie degli attivisti "gialli" nonché - danno per scontato tutti gli analisti - dell'establishment militare-giudiziario-monarchico. Su richiesta dei Democratici, dopo giorno di frenetiche consultazioni dietro le quinte, il re Bhumibol ha dato la sua approvazione alla convocazione della sessione straordinaria del Parlamento.

Abhisit, che ha studiato a Oxford, sostiene di essere riuscito a portare dalla sua parte decine di parlamentari appartenenti a quattro partiti minori della coalizione che sosteneva il precedente governo di Somchai Wongsawat, caduto il 2 dicembre in seguito a una sentenza della Corte Suprema, che ha interdetto Somchai dalla politica e costretto allo scioglimento i tre maggiori partiti della maggioranza. Il principale blocco che cambierà sponda sarà quello fedele a Newin Chidchob, un politico con solido consenso elettorale in una provincia del nord-est. Negli ultimi ultimi otto anni Newin è stato fedele a Thaksin, al punto da servire come ministro nel suo primo governo, ed era un nemico giurato dell'opposizione. Ieri, dopo giorni di trattative, ha sigillato il nuovo patto con l'ex rivale Abhisit scambiando un mazzo di rose. Dopo i sorrisi di circostanza e le parole di elogio, un eventuale governo Abhisit avrà comunque il suo bel da fare per tenere buoni i nuovi arrivati. Secondo Suranand Vejjajiva, un ex membro di gabinetto sotto Thaksin e ora analista politico, "Abhisit non ha altra scelta che accettare qualsiasi cosa le varie fazioni gli metteranno sul piatto. Corre voce che nel suo governo la quota sarà: ogni cinque parlamentari, una poltrona di governo", ha scritto in un editoriale del Bangkok Post.

L'accordo è stato raggiunto dopo giorni di trattativeNon è un mistero - c'è chi non ha esitato ad ammetterlo - che tra i parlamentari ci sia stata una vera e propria compravendita. Forse nell'attesa di vedere come si sviluppano gli eventi, alcuni devono aver evidentemente detto sì a più persone, dato che il Puea Thai - il nuovo partito di maggioranza  sorto dalle ceneri dei tre messi al bando - sostiene a sua volta di essere in grado di formare un nuovo governo. Non tutti hanno gradito, facendosi sentire con velate minacce: alcuni parlamentari si sono trovati sotto casa una bara, altri una bomba a mano inesplosa.

Ma c'è un'incognita. Sabato 13 dicembre, nello stadio nazionale di Bangkok, decine di migliaia di sostenitori di Thaksin terranno un raduno programmato da settimane. In collegamento video probabilmente da Dubai, dove ha soggiornato nel suo più recente periodo dell'esilio iniziato dopo il colpo di stato del 2006, interverrà proprio Thaksin. In un'occasione simile, a inizio novembre, l'ex premier parlò davanti a 70mila magliette rosse. Non si sa ancora quale sarà il tono del duo discorso, ma secondo uno degli organizzatori Thaksin punterà il dito contro le forze armate e altri esponenti del palazzo, accusandoli di distruggere il processo democratico. Il segretario dei Democratici, Suthep Thuagsuban, ha già ammesso il suo nervosismo: "Se si vota per il governo dopo il discorso di Thaksin, ci sarà più pressione sui parlamentari pronti a cambiare casacca. Ciò potrebbe influenzare il numero di voti a nostra disposizione", ha detto. Soprattutto, se ringalluzziti dopo l'intervento del loro idolo, stavolta potrebbero essere i "rossi" a compiere azioni di protesta contro un partito uscito sconfitto dalle elezioni. Ma che ora si dice pronto a guidare la Thailandia.

Parole chiave: thailandia, thaksin, aeroporti, bhumibol, re, abhisit, pad, somchai
Categoria: Politica
Luogo: Thailandia