11/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.5 - 2005 dal 5/2 al 11/2

Afghanistan. Il 3 un Boeing 737 della compagnia aerea privata Kam Air (di cui è proprietario il famigerato signore della guerra uzbeco, generale Rashid Dostum) è precipitato nei pressi di Kabul con 104 persone a bordo. Sono tutti morti. Dalle prime indagini sembra che il disastro potesse essere evitato se la torre di controllo della base aerea Usa di Bagram avesse permesso l’atterraggio d’emergenza al velivolo in difficoltà a causa di una bufera di neve.
L’aereo trasportava da Herat personale militare straniero, impegnato nei progetti di ampliamento delle strutture militari Nato in zona. Proprio ad Herat, a due passi dal confine iraniano, la Nato ha iniziato a costruire la più grande base militare della regione.

Cecenia (Russia). Il 3 il sito Internet indipendentista ceceno Kavkaz Center ha pubblicato una dichiarazione di cessate il fuoco unilaterale valida per un mese. La tregua, ordinata dal leader della resistenza cecena, Aslan Maskhadov, e sottoscritta anche dal sanguinario terrorista Shamil Basayev, è stata presentata come un invito ai russi per aprire un negoziato. Ma il Cremlino ha respinto l’offerta, bollandola come un bluff, e proseguendo le azioni di rastrellamento. Se si escludono alcune isolate azioni di bande armate fuori controllo, la tregua sembra tenere. Ma ci sono poche speranze che la Russia colga questa occasione per sedersi al tavolo delle trattative.
Sempre il 3 febbraio erano circolate notizie sull’uccisione di Basayev, poi smentite da lui stesso con una dichiarazione video pubblicata su Kavkaz Center.

Filippine. A partire da lunedì 7, nell’isola meridionale di Jolo, in diversi scontri fra truppe governative e centinaia di ribelli fedeli al leader separatista Nur Misuari sono morte almeno 60 persone. Il luogotenente-colonnello Benaventura Pascal ha dichiarato che l’Esercito ha ucciso 40 guerriglieri e ha perso 20 soldati, ma non ci sono conferme indipendenti di questi numeri. Lunedì i ribelli hanno attaccato per rappresaglia le truppe che avevano da poco concluso un’operazione militare contro i militanti radicali islamici di Abu Sayyaf – un gruppo che si presume abbia legami con Al Qaeda - e del Fronte islamico di liberazione Moro (Milf) in una zona paludosa dell’isola di Mindanao, sempre nel sud delle Filippine. Nur Misuari, in carcere dal 2001, era il capo del Fronte di Liberazione nazionale Moro (Mnlf) che ha firmato il cessate il fuoco nel ’96 e da cui è in seguito nato il Milf. Fonti dell’Esercito dicono che la vera ragione che ha spinto i seguaci di Misuari ad attaccare le truppe è ottenere il trasferimento del loro capo da una prigione di Manila ad una di Jolo. Gli ultimi combattimenti sono avvenuti nelle città di Patikul e Panamao. Gli abitanti di quest’ultima sono stati costretti ad abbandonare l’area.

Indonesia. Il 7 l’Esercito ha ucciso almeno 7 ribelli del Movimento per l’Aceh libero (Gam) nella provincia settentrionale di Aceh. Fonti militari hanno riferito che i guerriglieri sono stati fermati e uccisi mentre si stavano dirigendo verso un campo profughi. A fine gennaio le due parti in conflitto si sono incontrate a Helsinki con la mediazione dell’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, ma non hanno raggiunto un accordo. Nuovi colloqui dovrebbero tenersi a metà febbraio.

India. Nel Kashmir Indiano, l’8 i ribelli separatisti hanno ucciso 2 consiglieri comunali, i neoeletti Mohammad Maqbool Shah e Mohiudin Mir. Nello stesso giorno l’Esercito indiano ha ucciso un presunto separatista nella periferia della capitale Srinagar. I guerriglieri continuano ad opporsi allo svolgimento delle elezioni municipali che non si tenevano nel Kashmir indiano da 27 anni. Durante tutta la settimana le violenze compiute da entrambe le parti in conflitto non hanno risparmiato i civili. Il 7 un civile ha perso la vita e altri 2 sono rimati feriti quando le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro un auto che non si era fermata a uno stop nella città settentrionale di Magam. Un soldato e 3 militanti sono rimasti uccisi in due scontri diversi domenica 6 febbraio. Secondo le stime ufficiali le vittime dell’insurrezione islamica contro le truppe occupanti indiane, iniziata nel 1989, sono almeno 40.000.

Nepal. Nonostante lo stato d’emergenza, continuano gli scontri tra ribelli maoisti ed Esercito. Il 10 5 soldati sono morti nel sudovest del Paese. Il primo febbraio il re ha licenziato il governo e assunto i pieni poteri. Decine di dissidenti sono stati arrestati: 43 secondo le autorità, almeno 1000 invece secondo l’opposizione.

Somalia. Kate Peyton, producer dell’emittente britannica Bbc, è stata uccisa mercoledì 9 nella capitale Mogadiscio, dove stava lavorando ad alcuni reportages. La Peyton lavorava per l’emittente dal 1993 e copriva principalmente gli eventi del continente africano. Sebbene non siano ancora chiari i retroscena che hanno portato al suo assassinio, il suo caso ricorda quello della giornalista italiana del Tg3 Ilaria Alpi, uccisa nel ’93 in Somalia in circostanze ancora oggi misteriose.

Nigeria. Almeno 28 persone sarebbero rimaste uccise in alcuni scontri avvenuti lo scorso fine settimana nello stato di Adamawa, nell’est del Paese. Lo riferisce il quotidiano nazionale, Guardian. Gli scontri sarebbero avvenuti tra alcuni coltivatori locali, i Demsa e i nomadi Fulani. Le violenze avrebbero causato un alto numero di sfollati (almeno 2,500, secondo le fonti ufficiali). Si tratterebbe dell’ennesimo scontro tra nomadi e stanziali che affligge la Nigeria.
Lo scorso giugno a Numan, la capitale di Adamawa, le violenze tra la comunità cristiana e quella musulmana gettarono nello scompiglio la zona. Dal 1999, anno in cui cadde il regime militare, circa 10mila persone sono rimaste uccise negli scontri tra gruppi e clan rivali per il controllo del territorio.

Burundi. Ismael Diallo, portavoce della missione delle Nazioni Unite in Burundi ha definito “catastrofica” la situazione dei diritti umani nel Paese. La denuncia è stata rivolta sia ai soldati dell’esercito regolare burundese che ai gruppi ribelli ancora attivi nel Paese. A undici anni dalla guerra tra tutsi e hutu che nel 1993 fece 300mila morti, la situazione umanitaria in Burundi resta dunque critica. In un tentativo di porre fine al conflitto interno, sei dei sette gruppi ribelli sono stati integrati in un nuovo governo di transizione. L’unico a restare attivo è l’Fln. La maggior parte dei caschi blu delle Nazioni Unite si trova sul luogo per una missione di peacekeeping.

Colombia. Il 9 almeno 24 soldati sono morti durante uno scontro con i guerriglieri, nella zona nordoccidentale del paese. Si tratta della perdita più grave mai sofferta dall’esercito da quando è al potere il presidente Alvaro Uribe. Sono rimasti uccisi anche 11 presunti guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie. Infine 2 soldati sono rimasti feriti e 8 sono spariti. Il fatto è accaduto tra martedì e mercoledì, nei pressi del municipio del Mutatá, nella zona di Urabá, dipartimento di Antioquia.

Iraq. Il 4 la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena è stata rapita in Iraq. L'inviata è stata sequestrata nei pressi nella moschea sunnita di al Kastl a Baghdad. 2 soldati americani sono morti nelle vicinanze di Mosul, 9 civili iracheni sono rimasti uccisi in distinti attacchi a nord di Baghdad e 6 soldati iracheni sono stati uccisi in un'imboscata a Diwaniya, a sud di Baghdad. Un altro soldato americano è stato ucciso e 7 sono rimasti feriti da una bomba artigianale vicino a Baiji, nel nord dell'Iraq.
Il 5, 4 iracheni, tra cui 2 bambini, sono stati uccisi in distinti attentati avvenuti a Samara, dove sono morti anche 2 soldati della coalizione coinvolti nell’esplosione di una road side bomb. Altri 4 militari sono morti a Bassora, a causa di una moto-bomba, mentre erano di pattuglia. Abbas Wassen Wahid, membro del consiglio municipale di Baghdad è stato ucciso in un agguato.
Il 6, 4 ingegneri egiziani sono stati rapiti nel centro di Baghdad. Nel villaggio di Albu Mustafa, nel triangolo sunnita, gli abitanti si sono scontrati con la polizia irachena, sono rimasti uccisi due militari, un poliziotto e un civile. Ancora attacchi dei ribelli a Samara, in uno sono morti un soldato e un civile, nell’altro sono rimaste ferite diverse persone tra cui 7 bambini. Nei pressi di Balad, una bomba è scoppiata al passaggio di un convoglio militare uccidendo un soldato e un passante.
Il 7, in un’esplosione vicino all’ospedale di Mosul, sono rimasti uccisi 11 poliziotti iracheni. 8 persone sono rimaste uccise da un'auto-bomba davanti al quartier generale della polizia a Baluba. Una persona è morta e altre 3 sono rimaste ferite in un attacco contro il municipio di Mosul
L’8 febbraio Ansar al Sunna ha diramato il video dell’esecuzione di Mohammed Hassan, interprete per la coalizione. Una fortissima esplosione presso un centro di reclutamento a Baghdad ha causato la morte di almeno 13 persone e il ferimento di altre 10. Uomini armati hanno teso un agguato ad un politico iracheno e hanno ucciso 2 dei suoi figli. 2 curdi del Partito Democratico del Kurdistan (Pdk) sono stati uccisi a Mosul.
Il 9, almeno 4 poliziotti iracheni sono morti e altri 2 sono rimasti feriti nell’esplosione di una bomba artigianale sul ciglio di una stradaa Samarra, nel nord dell'Iraq. Un giornalista iracheno è stato assassinato davanti alla sua abitazione a Bassora insieme a suo figlio di 10 anni. Un alto funzionario del ministero degli Interni è stato rapito. Un soldato americano è stato ucciso a Mosul, un altro in uno scontro a fuoco a Balad, a nord di Baghdad. Il manager dell'hotel al Rashid di Baghdad è stato ucciso in un'imboscata ad Habibiya. Un alto funzionario del ministero dell'Edilizia è stato assassinato a Baghdad
 
Categoria: Guerra, Pace
Luogo: gli articoli
Articoli correlati:
03/02/2005 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.4 - 2005 dal 28/1 al 4/2
28/01/2005 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.3 - 2005 dal 21/1 al 27/1
21/01/2005 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.2 - 2005 dal 14/1 al 20/1
14/01/2005 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.1 - 2005 dal 7/1 al 14/1
24/12/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.9 - 2004 dal 17/12 al 24/12
17/12/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.8 - 2004 dal 10/12 al 17/12
10/12/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.7 - 2004 dal 3/12 al 10/12
03/12/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.6 - 2004 dal 26/11 al 3/12
26/11/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.5 - 2004 dal 19/11 al 26/11
18/11/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n°4 - 2004 dal 11/11 al 18/11
11/11/2004 Cessate il Fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.3 - 2004 dal 4/11 al 11/11
05/11/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.2 - 2004 dal 28/10 al 4/11
29/10/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.1 - 2004 dal 21/10 al 28/10
15/10/2004 Cessate il fuoco: Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.0 - 2004 dal 7 al 14 ottobre
Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: