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Articolo 5 DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO
Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

A PeaceReporter abbiamo ricevuto un video proveniente da Haiti. Immagini forti, fortissime, impossibili da pubblicare che smuovono lo stomaco e ti fanno riflettere, soprattutto oggi che si celebra l'anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Abbiamo deciso di non pubblicarlo (le scene potrebbero turbare i lettori per la loro crudeltà) ma non potevamo esimerci dal dare la notizia.
I fatti sono questi: un giovane haitiano (però non ci sono conferme e potrebbe trattarsi di un giovane dominicano) sarebbe stato sorpreso a rubare del cibo da alcuni contadini dominicani nei pressi di Djanbon, zona a cavallo della frontiera fra Haiti e la Repubblica Dominicana. L'area da molto tempo è teatro di immigrazione clandestina che dalla povera Haiti si sposta nella benestante Rep. Dominicana dove il lavoro, sia nei campi sia a servizio del turismo internazionale, certo non manca e le possibilità di sfamarsi sono molte. Il video, girato chissà da chi, mostra questo ragazzo haitiano nudo, umiliato e inginocchiato davanti all'uomo che lo ha sorpreso a rubare. Il suo volto sanguina, forse è già stato picchiato selvaggiamente in nome di quella regola che vuole che farsi giustizia da soli faccia diventare uomini veri, duri, rispettati. Il ragazzo prega il suo "giudice", lo guarda e cerca pietà, perdono. Forse ha già pagato più di quello che doveva. Anche i dialoghi fra le parti sono agghiaccianti.
E dal video si vede chiaramente che al ragazzo manca la mano sinistra. Il braccio sembra essere stato mutilato da poco. Una scena tremenda. Il ragazzo è sotto shock, trema. Ha paura davanti a quello che è a tutti gli effetti il suo aguzzino: un uomo con in mano un machete che gli ordina di appoggiare il braccio destro su una pietra. "Appoggia il braccio altrimenti ti taglio la testa" si sente chiaramente pronunciare in lingua spagnola, la lingua ufficiale della Rep. Dominicana. C'è poco da fare per il giovane haitiano. È costretto a appoggiare il braccio su un enorme masso. Pochi istanti e il video dimostra tutta la crudeltà, la ferocia, la cattiveria dell'uomo. La sua superiorità davanti a un soggetto inerme, inoffensivo e non armato. Pochi istanti che ti fanno capire che ogni uomo, anche quello che commette l'errore più grave ha il diritto a un processo equo. Pochi istanti e il rumore della lama del machete che sbatte contro il sasso dopo aver brutalmente reciso la mano del povero haitiano cambia, anche per le persone in un certo modo abituate ad avere a che fare con questo genere di video, la visione delle cose. Non ha modo di essere commentata la sensazione che si prova quando si ascoltano i lamenti del ragazzo appena mutilato che fugge chissà dove. Ti lascia l'amaro in bocca sapere che quel ragazzo adesso sarà probabilmente morto dissanguato. E ti fa rabbia sapere che il campesino, probabilmente resterà impunito.
Non è possibile farsi giustizia da soli. Siamo nel 2008, quasi 2009, e l'uomo non si è evoluto nemmeno un po'. Porta dentro quella ferocia animale che lo ha aiutato ad arrivare fino a oggi. Non è possibile che l'uomo sia capace di tanta cattiveria e crudeltà. E' inammissibile giustificare il comportamento del campesino dominicano. Qualsiasi sia stata l'entità del furto del ragazzo haitiano. Anche nella Rep. Domincana esistono le forze di polizia le uniche in grado di gestire una denuncia per furto. Se davvero il ragazzo di Haiti avesse rubato, una denuncia un processo e un periodo di carcere sarebbero stati la punizione più giusta per lui.
Alessandro Grandi