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Il Paese è in un vicolo cieco, titolano ioggi i giornali. Dopo quattro giorni di scontri violentissimi, i funerali, ieri, di Alexis, quindicenne ucciso dalla polizia, lo sciopero generale di oggi, partecipato da migliaia di persone, la Grecia è paralizzata da paura e frustrazione. Il tappo di un Paese stretto tra le preoccupazioni e le richieste delle nuove generazioni da una parte, e una lunga lista di scandali politici, immobilismo e corruzione della classe politica dall'altra, è esploso improvvisamente, lanciando un primo, deflagrante messaggio di protesta a un continente in piena crisi economica e morale. Una protesta per molti versi annunciata.
La disoccupazione in Grecia è quasi al 10 percento e il Paese è impantanato in una depressione avvertita soprattutto dalla fasce più giovani della popolazione: instabilità, scarsa fiducia nel futuro, anarchia. Il sostegno per chi protesta contro il Primo ministro Karamanlis, la sua politica conservatrice e le sue fallimentari riforme economiche, sta aumentando. Un sostegno che non coinvolge i violenti e i vandali, ma tutti coloro che oggi sfilano - si spera - pacificamente per le strade di Atene per manifestare contro l'attuale classe politica e la sua arroganza. Il governo di Nuova Democrazia (Nd) ha risposto alla crisi finanziaria internazionale, che sta colpendo lentamente ma inesorabilmente la Grecia, con un piano salvabanche giudicato insufficiente da sindacati e opposizione. Ed ha fortemente indebolito una maggioranza di appena un deputato a causa di successive dimissioni dovute agli scandali, a cominciare da quello immobiliare del Monte Athos. Mentre cresce la fronda interna i sondaggi danno il partito socialista di opposizione Pasok ormai come vincitore, se le elezioni si tenessero oggi.
Nei giorni scorsi, dopo Atene la guerriglia si è estesa a Patrasso e Salonicco. I feriti sono stati un centinaio, decine gli arresti. L'operato delle forze di polizia è stato duramente criticato da Amnesty International. All'ondata di proteste, soprattutto nel primo giorno, quando ancora Alexis non era stato ucciso, gli agenti hanno risposto con l'uso brutale della forza, secondo Amnesty "in maniera sproporzionata e illegale". Il timore è che in questi giorni le frange anarchiche e radicali europee possano organizzare manifestazioni, anche violente, a sostegno dei 'compagni' greci.
Luca Galassi