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Adel Hussein, giornalista iracheno, è stato arrestato per aver scritto una storia sull'omosessualità che, stando alle autorità locali, violava la legge sulla decenza pubblica. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Ibril, nel nord del paese, e prevede sei mesi di carcere per l'imputato, oltre a intentare una causa civile nei confronti del direttore del settimanale, Tareq Fateh, e dell'ex caporedattore Adnan Osman. L'articolo incriminato, scritto per il settimanale indipendente "Hawlati", elencava le conseguenze fisiche del rapporto sessuale tra gay. I movimenti per la tutela della libertà di stampa sostengono che la legge sulla decenza pubblica, nel corso di quest'anno, era stata soppiantata da un'altra legge più liberale sui mass media e, tra l'altro, l'avvocato di Hussein, Luqman Malazdeh, ha fatto sapere che il proprio cliente è stato incriminato sulla base di un codice penale iracheno risalente al 1969, ormai sorpassato. Gli editori di Hawlati, inoltre, sostengono che l'articolo non dovrebbe in nessun caso essere giudicato sulla base della legge sulla pubblica decenza, dal momento che tratta il tema dell'educazione sessuale e ha come finalità quella di tutelare la salute dei lettori. I gruppi "Reporters Sans Frontierès" e il "Committe to Protect Journalists", che stanno facendo una campagna per il rilascio di Hussein, sottolineano come l'arresto del giornalista vada contro la legge sulla libertà di stampa della regione curda. "Che senso ha adottare un nuovo codice, liberale e progressista, sulla libertà di stampa nella regione curda se poi le persone che danno il loro contributo allo sviluppo dei media si trovano ancora ad operare sotto leggi così oppressive?" si chiede uno dei sostenitori di Adel Hussein, membro dell'associazione "Reporters Sans Frontierès".