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Lunedì mattina davanti alla sede di Istanbul del partito turco attualmente al governo, l'Akp (Partito di Giustizia e Sviluppo), si è verificata l'esplosione di una bomba; in seguito all'esplosione sono rimaste ferite dieci persone, tra queste anche quattro agenti di polizia. Oggi la polizia ha fermato il fattorino che lunedì mattina aveva consegnato il pacco contenente l'ordigno alla sede del partito.
Un'altra esplosione si è verificata oggi, ancora Istanbul: un'industria chimica è esplosa questa mattina nel quartiere di Tuzla, causando un morto e sei feriti, due dei quali in gravissime condizioni. Non si conoscono ancora le cause dell'incidente, ma proseguono le indagini della polizia turca, per tentare di comprendere la dinamica dell'incidente e come sia stata possibile un'esplosione di tale entità.
La sequenza ravvicinata delle due esplosioni, a così breve distanza l'una dall'altra, probabilmente non avrà correlazione ma sicuramente porta ad interrogarsi sulla situazione politica e della sicurezza nazionale della Turchia.
Nel frattempo, l'esercito ha espulso cinque militari accusati di essere vicini a gruppi radicali islamici ed altri diciannove sono stati allontanati con le accuse di tossicodipendenza e mancanza di disciplina.