03/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



"Ha ostacolato la giustizia e l'accertamento della verità"

L'uso del segreto di Stato da parte di Berlusconi e Prodi nel caso Abu Omar ha ostacolato la giustizia e l'accertamento della verità. Lo ha sostenuto oggi il procuratore aggiunto Armando Spataro, nell'opporsi lle richieste della difesa dell'ex numero due del Sismi, Marco Mancini, la quale chiedeva la revoca delle testimonianze di agenti o ex del Sismi. «Capisco l'aspirazione dei difensori di interpretare il segreto di Stato come causa di impunità - ha detto - è la stessa interpretazione degli ultimi due presidenti del consiglio dai quali è venuta un'interpretazione che ostacola la giustizia».

abu omar in via guerzoni, foto CiaSu richiesta dei difensori dello stesso Mancini il giudice Oscar magi ha stabilito che il processo sul caso Abu Omar sia sospeso fino al 18 marzo, in attesa che la Consulta decida sui conflitti di attribuzione fra poteri dello Stato, sollevati dal Governo contro la magistratura milanese. Poco dopo la decisione del giudice è arrivata una dichiarazione dell'ex numero uno del Sismi, Niccolò Pollari: 'Il presidente del Consiglio è l'unico depositario del segreto di Stato e in questa veste mi ha ordinato di rispettarlo«. Inizia così la breve dichiarazione che il generale Nicolò Pollari, imputato nel processo in corso a Milano per il sequestro di Abu Omar, ha diffuso tramite il suo difensore Nicola Madia, dopo che il giudice del procedimento ha deciso di sospendere 'i lavorì in attesa della consulta. »Ovviamente - aggiunge Pollari - intendo obbedire agli ordini ricevuti nonché ai doveri istituzionali e morali discendenti dal giuramento di fedeltà con lo Stato. E questo nonostante il segreto di Stato mi precluda di difendermi e dimostrare la totale estraneità del Sismi da me diretto, nella vicenda Abu Omar. Una totale estraneità che intendo ribadire

L'imam Abu Omar fu sequestratro il 17 febbraio del 2003 in via Guerzoni, poco distante dal centro culturale islamico di Viale Jenner. Caricato a forza su un furgone da una squadra della Cia e trasportato in Egitto dove fu torturato e interrogato. I pubblici ministeri milanesi hanno indagato e ottenuto il processo contro gli 007 Usa e hanno ricostruito le varie fasi dell'operazione e le responsabilità di chi sapeva nei governi che si sono succeduti da Berlusconi a Prodi.

Pochi giorni fa uno scoop del quotidiano spagnolo El Pais ha svelato un memorandum top secret sulla gestione degli incaricati politici militari Usa con Madrid per ottenere aeroporti di appoggio per le extraordinary renditions, i voli che trasportavano prigionieri verso Guantanamo o altre località per essere interrogati e spesso torturati. Nell'inchiesta del quotidiano, come nei risultati della Commissione di inchiesta europea presieduta da Claudio Fava, il ruolo di appoggio dell'Italia è più che evidente.

 

Angelo Miotto

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