02/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Le ong italiane in Romania creano un comitato unico per migliorare l'intervento in un Paese ricco di problemi e di energie

Panciu, Vrancea, est della Romania, 9mila abitanti scarsi. Fa freddo, come sempre al mattino in novembre: l' inverno è rigido, di quelli che ti penetrano sotto i vestiti e non ti lasciano dormire la notte.

il logo del coordinamentoIl campo di calcio dell' associazione Rom pentru Rom è ghiacciato; Cristi spazza il cortile con la sua immancabile caciula, il berretto di lana, calato sugli occhi; è uno dei romeni di etnia rom che lavorano al centro di aggregazione Pinochio e come ogni giorno a quest'ora ha appena acceso le stufe all'interno dello stanzone dove i bambini rom e romeni arriveranno nel pomeriggio a passare qualche ora dopo la scuola (chi andrà a scuola: gli altri arriveranno direttamente dalla strada, dove passano parte del loro tempo a elemosinare), tra un dettato di romeno, una lezione di teatro e una partita a ping pong.

Lo stanzone all'interno del centro Pinochio è caldo: le piccole seggiole che nel pomeriggio ospiteranno i bambini, stamattina avranno ospiti inediti. Alessandro accoglie i primi che arrivano alla spicciolata: Giampiero in macchina con Franco e Marco sono i primi, in discreto anticipo, perché sono partiti prestissimo da Bucarest, che è lontana 200 chilometri, e non erano sicuri di trovare la strada; Padre Livio saluta tutti calorosamente, come si fa coi vecchi amici che non vedi da tanto tempo; Jacopo, uno dei volti nuovi, si guarda intorno incuriosito con i suoi occhi vispi; alla fine arrivano tutti e la riunione del C.I.A.O. Romania può iniziare, ma non prima di aver bevuto un bicchiere di buon vino locale, dato che in Vrancea si producono alcuni tra i vini più buoni del paese.

Il Comitato Italiano Associazioni e ONG in Romania* ha mosso i suoi primi passi all'inizio del 2008 ma con l'estate ha visto un piccolo rallentamento dei lavori. Quella di oggi sarà la quarta riunione ufficiale, la prima da qualche mese a questa parte. La ripresa dei lavori prevede una ridefinizione degli obbiettivi e le modalità di ristrutturazione del comitato: al momento le associazioni che vi fanno parte sono 13, ma l' idea è quella di rimanere una realtà aperta: "Le realtà cristiane operanti sul territorio sono molto più numerose di quelle presenti" ricorda Don Graziano, esattamente come quelle laiche che non hanno risposto al primo appello del C.I.A.O.

Il comitato nasce con il proposito di rafforzare e approfondire i già numerosi legami esistenti tra le varie realtà operanti sul territorio e di presentarsi come un interlocutore unitario che rappresenti il mondo delle realtà italiane del terzo settore; "Uno degli obbiettivi sarà proprio quello di coinvolgere nelle attività le altre realtà associative italiane presenti in Romania" specifica Adriana.

L'idea è quella da un lato di essere un valido interlocutore per l'Ambasciata Italiana e dall'altro di promuovere verso l' esterno quei valori condivisi dai partecipanti al comitato, cercando di sensibilizzare la realtà romena e la realtà socio - economica italiana operante nel paese, soprattutto per quello che riguarda gli aspetti dell'etica lavorativa e dello sviluppo umano sostenibile.

Il tentativo è proprio quello di coadiuvare il processo di crescita della Romania, al fine di favorire la creazione di condizioni di vita più soddisfacenti per la comunità locale, i cittadini romeni e le minoranze presenti sul territorio, "Come quella rom" puntualizza Giampiero, che coi rom ci lavora da anni "troppo spesso dimenticata e discriminata".

Elena entra con la sua giacca rossa e il suo bel sorriso deciso: è la presidente rom della Rom pentru Rom e da buona padrona di casa è passata a salutare i presenti all'incontro; dopo tre ore di discussione la riunione può essere chiusa con soddisfazione: il comitato nasce sotto buoni auspici, la sensazione è che possa davvero recitare un ruolo importante in futuro per tutte le associazioni italiane in Romania. L' entrata in Europa porterà sicuramente benefici al paese, soprattutto economici, ma la realtà sociale è ancora difficile e i problemi da affrontare giornalmente sono tanti: per questo il lavoro delle associazioni italiane risulta, oggi come ieri, estremamente importante. In un' ottica come questa la speranza è che il C.I.A.O. finisca per diventare un punto di riferimento solido e riconosciuto, sensibilizzando la realtà romena e quella socio - economica italiana operante in Romania, soprattutto per quel che riguarda gli aspetti di etica lavorativa e di sviluppo umano sostenibile.

 

 

Sergio Dalla Ca' di Dio

* Le associazioni che compongono il CIAO:

Associazione "enzo b." ONLUS

Associazione "Il Chicco"

Associazione Don Orione - Chiesa Italiana Bucarest

Associazione Miscarea Ecleziala Carmelitana

Associazione Mladita

COMI - Cooperazione per il mondo in via di sviluppo

Consorzio Parada Italia - GRT

ENGIM.ONG - Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo

Fondazione AVSI

Fondazione Prietenii Copiilor

Fundaţia Padri Somaschi, Targoviste DB

GVC. - Gruppo Volontariato Civile

IBO Italia - Associazione Italiana Soci Costruttori

Parole chiave: romania, CIAO, ong, cooperazione internazionale
Categoria: Diritti
Luogo: Romania