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Le ultime notizie da Bangkok, Alessandro Ursic ci racconta come sta evolvendo la smobilitazioen della protesta dopo l'ordinanza della Corte costituzionale di ieri
scritto per noi da
Alessandro Ursic
A Bangkok stanno vincendo i gialli. Non perché sono più forti o hanno più ragione dei rossi, ma perché si sospetta che l'arbitro tifi per loro. La Corte costituzionale ha deciso oggi di sciogliere tre partiti della coalizione di governo, interdicendo per cinque anni dalla politica il primo ministro Somchai Wongsawat, con l'accusa di aver commesso brogli nelle elezioni dello scorso dicembre. Era quello che chiedevano da mesi i "gialli" del Pad, (Alleanza del popolo per la democrazia), che da una settimana occupano i due aeroporti di Bangkok. Non a caso, qualche ora dopo la sentenza i leader del Pad hanno annunciato che da domani lo scalo internazionale Suvarnabhumi verrà liberato, anche se ci vorranno almeno due settimane per far riprendere i voli di linea.Il grande pasticcio thailandese, dunque, sta per finire grazie all'intervento dei giudici. Il problema è che la Corte è considerata parte dell'establishment giudiziario-militare che simpatizza - e secondo alcuni che appoggia attivamente - il Pad, tanto che il verdetto di condanna era atteso da tutti. Somchai ha accettato la decisione e si farà da parte. Non è detto che si vada a elezioni anticipate, perché il Ppp (Partito del potere del popolo) e gli altri due movimenti banditi hanno creato da tempo un altro partito (il Puea Thai) che finora faceva da guscio vuoto, ma che adesso è pronto ad accogliere i transfughi dei partiti disciolti per via giudiziaria.
I turisti bloccati forse tireranno un sospiro di sollievo, ma non è detto che sia la parola finale. Perché ora sono i "rossi" filo-governativi ad essere arrabbiati. Già la scorsa notte, qualcuno ha lanciato una granata contro l'aeroporto Don Muang, quello usato per i voli interni, causando un morto e una decina di feriti tra gli attivisti del Pad. Questa mattina, i giudici hanno dovuto deliberare da una sede distaccata, perché l'edificio della Corte costituzionale era assediato da militanti del Ppp. E subito dopo il verdetto, centinaia di magliette rosse sono tornate a riempire la piazza davanti al municipio, che già domenica era stata invasa dalla marea rossa, capace di mobilitare più persone rispetto al Pad. "Questa non è democrazia, è un colpo di stato giudiziario! Io voglio che ritorni in Thailandia Thaksin Shinawatra", spiega infervorato Tan, un ragazzo arrivato già nel primo pomeriggio, vestito di rosso dalla testa ai piedi. La gente sta ancora arrivando nella piazza, che per questa sera potrebbe essere di nuovo gremita.
E' opinione condivisa che la grande spaccatura tra rossi e gialli rifletta una divisione socio-economica in Thailandia: Thaksin aveva fatto breccia tra le classi medio-basse e nelle aree rurali, mentre il Pad è espressione dell'élite del Paese. Lo si vede anche dai dettagli. Non è un caso che alle due del pomeriggio la piazza filo-governativa sia semivuota, mentre domenica conteneva 15mila persone: in gran parte è gente che lavora, e che infatti sta arrivando in grandi numeri in serata. E non è neanche casuale il fatto che tra i thaksiniani si trovino pochissime persone che parlino inglese. Non ci sono pasti gratis: la piazza è circondata da bancherelle di ambulanti che vendono noodle, riso, spiedini e frutta tropicale.
Tra i "gialli", invece, non mancano le signore di mezza età truccate, che bivaccano giorno e notte nei siti occupati. Le navette tra i vari presidii si fanno a bordo di Suv e di pick-up. Tutti masticano qualche parola in inglese, e non sono pochi quelli che lo parlano discretamente. Il cibo viene distribuito gratis e in grande quantità. Il Pad dice che così è perché le donazioni degli attivisti sono tante; altri malignano che i soldi arrivano dall'alto in abbondanza.
L'ultima, buffa differenza è che se i sostenitori del Pad agitano ogni dieci secondi delle mani di plastica che producono un caratteristico scroscio collettivo, i filo-governativi fanno lo stesso ma con aggeggi a forma di piede, o di cuore. Il piede è per differenziarsi dagli altri. Il cuore è perché il vecchio partito di Thaskin si chiamava "Thai Rak Thai", cioè "i thailandesi amano i thailandesi". Loro amano ancora il loro leader di riferimento, il suo ritratto compare sulle magliette e sui cartelli che sventolano. Per ora la protesta è stata pacifica. Ma sono anche loro in attesa degli eventi, e della vera parola finale a questo pasticcio.
Parole chiave: bangkok, rossi, gialli, somchai, thaksin, aeroporti, thailandia