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Il Vaticano si è detto contrario al progetto di dichiarazione elaborato dalla Francia a nome dell'Unione Europea per la depenalizzazione universale dell'omosessualità. Tale dichiarazione dovrebbe essere presentata all'ONU da parte dell'UE, ma l'osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Migliore, pur sottolineando come la tutela dei diritti della persona umana costituisca una piattaforma inviolabile alla base del catechismo cattolico, boccia il contenuto di tale dichiarazione perché, se attuata, essa creerebbe "nuove e implacabili discriminazioni". La posizione della Santa Sede si basa sull'argomentazione espressa da Monsignor Migliore che sottolinea come, in seguito all'inclusione degli omosessuali tra le categorie protette dall'ONU dalla discriminazione, verrebbero a crearsi considerevoli pressioni politiche su quegli Stati che, non riconoscendo come matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso, "verranno messi alla gogna". Alcune associazioni avevano inoltre proposto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di includere tra i diritti umani anche il diritto all'aborto. La posizione del Vaticano in proposito è netta: il monsignor Migliore si è detto "indignato" da tale iniziativa che, introducendo il principio hobbesiano "homo homini lupus" (ogni uomo è un lupo per l'altro uomo) all'insegna della "barbarie moderna", porterebbe a "smantellare le nostre società".