stampa
invia
Come le cose siano andate veramente sarà difficile saperlo, dato che i militari
russi impediscono agli ostaggi superstiti di parlare con la stampa. E, cosa ancor
più grave, ai due più noti giornalisti russi esperti di questioni cecene, Anna
Politkovskaya, reporter del quotidiano indipendente Novaya Gazeta, e Andrei Babitsky, corrispondente russo dell'emittente Radio Free Europe/Radio Liberty, è stato impedito di raggiungere Beslan.
Come si può leggere nella denuncia del Comitato per la Protezione dei Giornalisti , Babitsky è stato arrestato prima di imbarcarsi all'aeroporto di Mosca ed è
ancora in carcere, mentre la Politkovskaya sembra sia stata addirittura intossicata
con una tazza di thè bevuta sull'aereo per Beslan e ora è ricoverata in ospedale
a Mosca.
I giornalisti stranieri presenti sul posto riferiscono che il personale sanitario
ha portato fuori dalla scuola e deposto nei prati circostanti almeno cento cadaveri,
molti dei quali di bambini.
Oltre a questi vanno conteggiati gli almeno altri cento cadaveri trovati nei
locali della palestra della scuola segnalati inizialmente dalla Cnn e poi confermati dall'agenzia russa Interfax.
Sembra che questi cento morti siano stati vittima di un'esplosione, forse quella
dei terroristi che si sarebbero fatti saltare in aria. A questo scoppio sarebbe
attribuibile il crollo del tetto.
Altri 700 ostaggi feriti sono stati portati via nelle ambulanze. Di questi, almeno
280 sono bambini, di cui una novantina in condizioni disperate.
Intanto, almeno tre terroristi sono rimasti asserragliati nei sotterranei della
scuola e continuano a scontrarsi con le teste di cuoio russe degli Spetsnaz. Tra di loro sembra ci sia lo stesso leader del commando.
Nei pressi della scuola prosegue intanto la caccia ai terroristi fuggiti. Sembra
che tredici di loro si siano rifugiati in una casa, ora circondata dai soldati
e da molti civili osseti armati.
Contrariamente alle promesse di Putin, il blitz è scattato questa mattina, alle
11:15 (ora italiana). Mosca afferma che l’azione di forza non era stata pianificata
e che sarebbe iniziata solo perché i terroristi stavano sparando su alcuni ostaggi
che tentavano la fuga.
E a quel punto le forze speciali sarebbero state "obbligate" a rispondere al
fuoco. Forse aspettavano solo un pretesto per far scattare un'operazione che difficilmente
potrebbe essere stata improvvisata senza alcuna pianificazione.
Quattro elicotteri hanno sorvolato la scuola e poi è scattata l’irruzione delle
teste di cuoio russe. Poi si è scatenato un inferno.
Il tetto dell’edificio scolastico è crollato, forse per un'esplosione. I terroristi
sono fuggiti facendosi largo tra la folla sparando. Contro di loro hanno sparato
dal cielo alcuni elicotteri da combattimento.
Questa mattina, proprio quando il blitz stava iniziando, avevamo sentito per
telefono il nostro collaboratore Valery Dzutsev, giornalista locale che si trovava
davanti alla scuola. In sottofondo si udivano le secche raffiche di mitra e le
urla della gente. “Stanno sparando, ci sentiamo in un altro momento” sono le uniche
parole che ci ha detto.
Negli stessi momenti eravamo riusciti a raggiungere telefonicamente un impiegato
della Western Union, che ha una filiale proprio vicino alla scuola. “Qui fuori c’è la guerra! Sono
nascosto sotto la mia scriv ania. Ho paura”, ci aveva detto.
Enrico Piovesana