03/09/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Blitz: centinaia di morti. Incarcerati e avvelenati due 'scomodi' giornalisti russi

Un bambino feritoCome le cose siano andate veramente sarà difficile saperlo, dato che i militari russi impediscono agli ostaggi superstiti di parlare con la stampa. E, cosa ancor più grave, ai due più noti giornalisti russi esperti di questioni cecene, Anna Politkovskaya, reporter del quotidiano indipendente Novaya Gazeta, e Andrei Babitsky, corrispondente russo dell'emittente Radio Free Europe/Radio Liberty, è stato impedito di raggiungere Beslan.

Come si può leggere nella denuncia del Comitato per la Protezione dei Giornalisti , Babitsky è stato arrestato prima di imbarcarsi all'aeroporto di Mosca ed è ancora in carcere, mentre la Politkovskaya sembra sia stata addirittura intossicata con una tazza di thè bevuta sull'aereo per Beslan e ora è ricoverata in ospedale a Mosca.

I giornalisti stranieri presenti sul posto riferiscono che il personale sanitario ha portato fuori dalla scuola e deposto nei prati circostanti almeno cento cadaveri, molti dei quali di bambini.

Oltre a questi vanno conteggiati gli almeno altri cento cadaveri trovati nei locali della palestra della scuola segnalati inizialmente dalla Cnn e poi confermati dall'agenzia russa Interfax.

Sembra che questi cento morti siano stati vittima di un'esplosione, forse quella dei terroristi che si sarebbero fatti saltare in aria. A questo scoppio sarebbe attribuibile il crollo del tetto.

Altri 700 ostaggi feriti sono stati portati via nelle ambulanze. Di questi, almeno 280 sono bambini, di cui una novantina in condizioni disperate.

Un bambino feritoIntanto, almeno tre terroristi sono rimasti asserragliati nei sotterranei della scuola e continuano a scontrarsi con le teste di cuoio russe degli Spetsnaz. Tra di loro sembra ci sia lo stesso leader del commando.

Nei pressi della scuola prosegue intanto la caccia ai terroristi fuggiti. Sembra che tredici di loro si siano rifugiati in una casa, ora circondata dai soldati e da molti civili osseti armati.

Contrariamente alle promesse di Putin, il blitz è scattato questa mattina, alle 11:15 (ora italiana). Mosca afferma che l’azione di forza non era stata pianificata e che sarebbe iniziata solo perché i terroristi stavano sparando su alcuni ostaggi che tentavano la fuga.

E a quel punto le forze speciali sarebbero state "obbligate" a rispondere al fuoco. Forse aspettavano solo un pretesto per far scattare un'operazione che difficilmente potrebbe essere stata improvvisata senza alcuna pianificazione.

Quattro elicotteri hanno sorvolato la scuola e poi è scattata l’irruzione delle teste di cuoio russe. Poi si è scatenato un inferno.

Il tetto dell’edificio scolastico è crollato, forse per un'esplosione. I terroristi sono fuggiti facendosi largo tra la folla sparando. Contro di loro hanno sparato dal cielo alcuni elicotteri da combattimento.

Un bambino terrorizzatoQuesta mattina, proprio quando il blitz stava iniziando, avevamo sentito per telefono il nostro collaboratore Valery Dzutsev, giornalista locale che si trovava davanti alla scuola. In sottofondo si udivano le secche raffiche di mitra e le urla della gente. “Stanno sparando, ci sentiamo in un altro momento” sono le uniche parole che ci ha detto.

Negli stessi momenti eravamo riusciti a raggiungere telefonicamente un impiegato della Western Union, che ha una filiale proprio vicino alla scuola. “Qui fuori c’è la guerra! Sono nascosto sotto la mia scriv ania. Ho paura”, ci aveva detto.

Enrico Piovesana

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