28/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Scenari: parla Andrea Rangone, responsabile dell'Osservatorio Ict del Politecnico di Milano, "La mobile tv è innovativa, ma richiede tempo, sul web è esploso il consumo di video"

A pochi giorni dalla presentazione milanese del report sulla Tv digitale italiana, Andrea Rangone ci torna sopra. In questa intervista il coordinatore degli Osservatori Ict & Management della School of Management del Politecnico di Milano ha precisato il suo pensiero sulle nuove forme di consumo televisivo digitale, ha tracciato uno scenario futuro ed ha auspicato un cambio delle modalità di misurazione delle audience. Ecco di seguito l'intervista:

D: Partiamo dall'indagine che avete presentato a Milano. Quello che emerge sulla tv digitale italiana è un panorama da considerare in crescita?
R: Direi di si, Sky in pochi anni ha "conquistato" tre miliardi di euro di ricavi e sul Dtt arriverà tutto l'analogico nel 2012 che non è poi così lontano. Mediaset inoltre, ha compreso le potenzialità del digitale terrestre e difatti ha costruito un'offerta importante.

D: Però il mondo video che ruota attorno alla banda larga e alla telefonia è ancora poco sviluppato. In particolare Iptv e Mobile tv non decollano..
R: L'Iptv è vero non decolla, non è chiaro quale sia il valore aggiunto da offrire all'utente finale e poi competono contro colossi come Sky, Mediaset e Rai. La Mobile tv è differente. E' un fenomeno innovativo, richiede ancora tempo. A mio avviso le potenzialità esistono. Ad oggi il modello pay-teclo-centrico si è dimostrato inerziale, quindi ci attendiamo un cambio, magari un modello più ibrido con una componente free più rilevante. Servono infine operatori differenti dalle telco e dai broadcaster.

D: Poi ci sono le Web Tv..
R: Sono un fenomeno piccolo come fatturati e adv, ma in crescita come fruizione. Gli utenti che frequentano le sessioni video dei portali, dei siti di news e degli aggregatori aumentano visibilmente. E' quasi una rivoluzione. Da quel che sappiamo nei percorsi online degli utenti è ormai un abitudine accedere ai video. Sono convinto che i ricavi da adv arriveranno.

D: Ad oggi però in rete le Web Tv non sono riuscite a costruire un adeguato modello di business, la sensazione è che annaspino..
R: E' vero se si considerano gli operatori "puri", ma il mondo web è popolato anche da vari portali e da siti come Repubblica.it, Corriere.it e tanti altri che offrono video all'interno di modelli di business precedenti, certamente più solidi.

D: Quindi chi rischia di più sono gli editori "verticali"?
R: Si, quelli nati con l'idea che la web tv sia un business in sé.

D: Torniamo agli scenari. Cosa sarà tra dieci anni questo mondo dei media che oggi sta vivendo una svolta epocale? L'ingresso di nuove potenzialità tecnologiche sta ribaltando modelli economici e produttivi assimilati da decenni...
R: Beh, intanto tutto sarà digitalizzato, poi restando ai temi toccati in questa intervista prevedo un ruolo molto più importante per il Mobile, il quale si ritaglierà una bella fetta del consumo di video, audio e messaggistica. Dal canto suo il web sarà dilagante, non solo diventerà il media per definizione, ma verrà trasposto su Mobile e Tv digitale.

D: Per misurare il consumo di media in un mondo completamente digitale non sarebbe meglio disporre di sistemi di rilevazione cross piattaforma?
R: Assolutamente si, direi che è necessario andare in quella direzione. Anche se non sarà semplice. Prevedo resistenze, stiamo vivendo un momento di forte discontinuità che potrebbe generare timori in qualche attore importante.

Mauro Scarpellini