29/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La tv sui telefonini costa tanto, ma non rende. Gli operatori telefonici nicchiano. Le uniche novità arrivano da 3Italia e Nokia

Il mercato delle Mobile Tv è ancora in una fase embrionale. Il modello adottato fino ad oggi - definito pay telco-centrico - non è in grado di far decollare questo mercato in tempi ragionevoli, anche perché non è ancora assolutamente chiaro che cosa il consumatore consideri veramente di valore. Le mobile tv messe in piedi dagli operatori telefonici quindi non funzionano. Le dimensioni eccessivamente piccole di questo mercato rischiano inoltre di innescare un circolo vizioso: con i numeri attuali non si giustificano gli investimenti nella progettazione e nello sviluppo di un'offerta adeguata e nella continua sperimentazione, né si riescono ad attrarre i budget di pubblicità. Proprio per questo motivo, gli operatori di telefonia mobile temporeggiano, non investono in nuovi canali ad hoc, bensì replicano i canali presenti su Dvb-h anche su rete cellulare. Gli unici segnali di discontinuità arrivano da Nokia che ha deciso di giocare una partita diretta nel mercato delle Hand-Tv e da 3Italia che da giugno ha deciso di offrire alcuni canali completamente free con il duplice obiettivo di diffondere più velocemente la cultura e l'abitudine all'utilizzo delle Hand-Tv al grande pubblico e di pari passo con l'aumento delle audience di aumentare l'interesse degli advertiser verso questa piattaforma. Un importante momento di discontinuità è rappresentato dalla scadenza dei contratti legati al Dvb-h, che porterà ad una ridiscussione sia dei costi di affitto della rete di Mediaset da parte di Tim e di Vodafone Italia, sia dei costi di acquisizione dei contenuti. Infine c'è attesa per gli effetti della nuova strategia di 3 Italia e di Nokia sul mercato che potrebbe costituire l'incipit di un modello free di Hand-Tv, basato sulla pubblicità (a fianco di quello pay).

Mauro Scarpellini