29/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il progetto Youdem.tv si divide tra web e satellite. E' la rincorsa ad una società "formato tv" oppure un passo avanti per agganciare il PD alle dinamiche sociali?

Se Massimo D'Alema appare defilato in Red Tv, Walter Veltroni in Youdem.Tv ci ha messo la faccia. Il progetto multimediale che rappresenta ufficialmente il Partito Democratico ricalca realtà globali come Youtube e Current Tv, l'emittente di Al Gore già presente in Italia. E proprio da quest'ultima Youdem tv ha mutuato l'impostazione multicanale con una presenza sul web accanto a un output satellitare sulla piattaforma di Sky. Youdem.tv si definisce la prima Social Tv dedicata alla politica e alla società italiana. Tito Boeri, Andrea Camilleri, Sandro Veronesi, Concita De Gregorio sono alcuni dei nomi che partecipano ai programmi, ma grande spazio ha la gente comune che spedisce i suoi video. L'ambizione di "riempire" una web tv e allo stesso tempo un canale satellitare, l'aspirazione ad una televisione "aperta", fatta "insieme" ai cittadini, ha obbligato Veltroni ad affiancare al "vecchio" satellite, anche il nuovo canale della rete condividendone al contempo stile e dinamiche. Il palinsesto satellitare di Youdem.tv è chiaramente centrato su politica a attualità, news ogni venti minuti, rassegna stampa mattutina, talk, spazio per i video degli utenti, rassegna stampa estera, ancora video Ugc. Per quanto riguarda la web tv ha un aspetto molto curato e tanti contenuti. La vera scommessa, soprattutto su internet, sarà tenere agganciate le persone a un argomento come la politica, che certo non va a ruba. Dopo aver perso il legame con la piazza, il leader del Pd cerca insomma di recuperare il terreno perduto con i nuovi media che possono aprire un varco con le nuove generazioni. I critici sostengono che Il Pd stia seguendo la scia di una società formato tv popolata da homini videns, tanto per usare la sprezzante definizione del politologo Giovanni Sartori. Un progetto deprecabile e neppure nuovo. Si perchè le nuove sat e web tv che in queste settimane la Gauche italica ha dato alla luce (ci sono anche Red Tv e Pdci.tv) avrebbero clonato un qualcosa che Berlusconi ha già fatto 30 anni fa per scommessa imprenditoriale. Conclusione del ragionamento: quando si parla di media e comunicazione, la Sinistra italiana arriva sempre in ritardo. C'è del vero nell'accusa. Ma proprio per questo, ci pare azzeccato salutare con qualche curiosità le iniziative che Veltroni ha aperto sul fronte avanzato delle tecnologie dell'informazione. Iniziative che hanno il pregio di smuovere le acque. Non va dimenticato che stiamo parlando di progetti riconducibili a Partiti (o ad aree di essi) che per storia e cultura hanno sempre preferito il territorio e la piazza al video. Partiti che un tempo allignavano spalla a spalla nell'Ulivo che campione di comunicazione non era avendo in qualità di leader un disabile dello speech come Romano Prodi. I new media rappresentano quindi un passo in avanti, anche pedagogico.

Mauro Scarpellini