29/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo 14 anni di internet e 25 di satellite, i Partiti - per ora quelli all'Opposizione - scoprono le web e le sat tv. E' arrivato anche da noi l'effetto Obama?


La campagna elettorale del neo presidente degli Stati Uniti? Un successone, perché è stata efficace e originale. Nata all'insegna del multi(media)tasking ha avuto il suo centro di gravità fisso sul web con gli altri media a girare intorno come satelliti. La rete è risultato un fantastico strumento di propaganda. La figura di Obama ha suggerito l'emergere di una quantità di video creativi realizzati dai suoi supporter, dal famoso Obama Girl, al rap "Yes we can" con i Black Eyed Peas, al Barak OBollywood con Obama in versione indiana. Il web è stato prezioso anche nella raccolta dei fondi, milioni e milioni di dollari arrivati grazie al passaparola della rete. Insomma un successo, che chissà, deve aver messo la pulce nell'orecchio alla politica italiana, da sempre così old style nell'utilizzo della comunicazione. Si, perché da qualche tempo, i Partiti di casa nostra, hanno letteralmente preso d'assalto i new media. Per il momento il fenomeno riguarda le formazioni all'Opposizione in crisi di consenso e partecipazione. Il Partito Democratico con Youdem.tv si è posizionato sul satellite e sul web, replicando poi con Red Tv, la tv satellitare vicina a Massimo D'Alema. Da tempo è invece presente sul web Antonio Di Pietro. Sul suo sito personale (antoniodipietro.it) e su quello del Partito (italiadeivalori.it), utilizza abbondantemente lo streaming video, per fare informazione politica, ma ha anche un canale su youtube ed è presente su Facebook e Second Life. La vera sorpresa comunque è arrivata dai Comunisti Italiani di Diliberto che hanno lanciato una web tv. Che la partecipazione sia figlia di questa parte politica è cosa nota, ma è anche notorio che queste formazioni non hanno una grande cultura del mezzo. C'è quindi un rischio: che questi strumenti se privi di innovazione nei contenuti, nella sostanza non servano a nulla. La propaganda online infatti non riesce sempre. Anzi, più spesso fallisce. Questo perché le culture digitali non sono alla ricerca di una rappresentanza né appaiono disposte a delegare ad altri le decisioni. Il cybernauta si "presenta" direttamente nello spazio pubblico con la sua capacità di manipolazione del linguaggio. E lo fa con alle spalle una comunità costituita da affinità elettive. Ogni rete di blogger, tribù urbana o comunità virtuale genera una "comunicrazia", che si manifesta come una forma di potere liquida. Per i "vecchi" Partiti non sarà quindi facile interagire con questi nuovi fenomeni. Tra l'altro quelli di Governo sembrano al momento meno interessati al web, forse perché godono di un grande spazio sui media mainstream. Ecco perché Forza Italia, dopo lo stop della Tv della Libertà della Brambilla, non ha promosso più nulla in rete. Più stimolati sono gli altri partiti della coalizione: Alleanza Nazionale e Lega Nord hanno migliorato la qualità dei loro siti, introducendo qualche forma di comunicazione tecnologicamente avanzata. Dopo il sogno fattosi realtà dell'afroamericano Obama però, la sensazione è che tutto possa cambiare anche da noi. Su internet naviga una grande fetta di elettorato giovane e giovanissimo difficile da coinvolgere con i comizi e la tv. E i sogni, che poi sono il motore della politica, non nascono coinvolgendo gli over 50 seduti comodamente sulle poltrone di casa a guardare Porta a Porta.

 

Mauro Scarpellini